Movimento 5 stelle, 39 dipendenti: tutti licenziati dal gruppo alla Camera

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 dicembre 2017 7:03 | Ultimo aggiornamento: 1 dicembre 2017 8:44
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Movimento 5 stelle, il gruppo alla Camera licenzia tutti i dipendenti (Foto Ansa)

ROMA – Il gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle ha licenziato tutti i dipendenti alla Camera. Lo comunica la Federazione nazionale della stampa italiana. In tutto sarebbero 39 i dipendenti a tempo indeterminato che perderanno il lavoro a seguito della procedura di licenziamento collettivo avviata “in relazione al previsto scioglimento delle Camere per la scadenza della XVII Legislatura”, precisano i deputati.

Il gruppo aggiunge di trovarsi “nella necessità di avviare una procedura di licenziamento collettivo per riduzione di personale, in relazione al previsto scioglimento delle Camere per la scadenza della XVII Legislatura ed al conseguente scioglimento del Gruppo medesimo, per un numero complessivo di 39 unità, corrispondente alla totalità dei dipendenti a tempo indeterminato”, con la sola eccezione del Direttore amministrativo, posizione “insopprimibile” per ragioni tecniche.

A questi 39 dipendenti a tempo indeterminato, tra i quali ci sono cinque giornalisti, si aggiungono altre otto persone titolari di un contratto a tempo determinato: sei redattori, un impiegato addetto alla commissione Finanze e un impiegato web/comunicazione. Più un dipendente della pubblica amministrazione distaccato presso il gruppo, spiega la Fnsi sul suo sito.

“È singolare che chi si erge a paladino dei deboli e dei lavoratori precari e punta il dito contro il sindacato dei giornalisti diffondendo notizie false ricorra a procedure che, per quanto previste dalla legge, avranno come unico esito il licenziamento di 39 persone. Prima di guardare in casa d’altri, i 5 Stelle farebbero bene a informarsi e, soprattutto, ad occuparsi del destino dei lavoratori del loro gruppo parlamentare. Ma, si sa, questi ragionamenti non fanno presa su chi della doppia morale ha fatto la propria ragion d’essere”, è il commento della Fnsi.