Movimento Revolution, partito degli espulsi. I grillini-meno-Grillo organizzati

di Daniela Lauria
Pubblicato il 10 settembre 2012 10:14 | Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2012 10:29

Beppe Grillo (Lapresse)

ROMA – I dissidenti del Movimento 5 stelle non hanno nessuna voglia di starsene in silenzio, per questo hanno fondato un gruppo chiamato Movimento Revolution e sotto questo nome continuano la loro battaglia, sul web, su Facebook, su YouTube e su tutti i canali calcati da Beppe Grillo. Sono i grillini-meno-Grillo, ma non in senso dispregiativo come pd-meno-elle, sono quelli che il leader ha cacciato via a suon di anatemi dal suo blog e che ora si stanno riorganizzando in un contro-movimento per denunciare la poca trasparenza del firmamento grillino. Si definiscono “grillini evoluti” e ci tengono a chiarire: “Cari grillini, voi non siete i nostri nemici. Forse siete ingenui, forse sprovveduti, forse fate qualche cazzata, ma non siete IL problema”. Perché IL problema è “un pirla coi capelli settecenteschi che vuole pure fare il padrone”.

Portavoce degli scontenti e ideatore del contro-movimento è Gaetano Vilnò, 39 anni, è stato uno dei primi epurati da Grillo che lo ha definito “un infiltrato della destra”. Nel 2009 Grillo lo cacciò per “aver fatto alcune domande”. Vilnò in un video postato su Youtube, rivela alcune debolezze del capo a 5 stelle. La descrizione che fa del M5S lo fa somigliare più a Scientology che a un movimento politico. “Grillo fa le regole, decide le iniziative, ha fatto il programma senza sapere neanche chi lo ha stilato e senza voto elettronico, ha deciso i candidati”. E chi non ci sta, viene diffidato dal pulpito-blog, con tanto di lettera degli avvocati.

E ancora, spiega Vilnò, “Grillo non ama il contraddittorio, anche perché non saprebbe come rispondere. Lui preferisce i monologhi di mezz’ora un’ora per poi andare via. Anche per questo motivo non entra in politica in prima persona. Del resto lui fattura 5 milioni l’anno, ma i grillini non devono prendere soldi e se rivestono qualsiasi carica devono firmare delle dimissioni in bianco, nel caso in cui Grillo voglia lasciare a casa qualcuno”.

Accuse pesanti che trovano sempre più condivisione in rete. Il Vaffa Beppe, su Facebook conta già 3.331 iscritti: ad animarlo Massimo Dini, 38 anni di Parma, città di governo del grillismo. Il motto degli anti-Grillo su Facebook è : “Raccogliere tutte le testimonianze delle ingiustizie di Grillo nei confronti dei Grillini”. Intanto una delle dissidenti, Raffaella Pirini, è finita sul Corriere della Sera. Eletta con la sua lista civica e poi con il Movimento 5 stelle consigliere comunale a Forlì nel 2009, in un video accusa Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio di scarsa trasparenza, dando di fatto ragione a Giovanni Favia.