Politica Italia

Mussolini vs Carfagna: “O mi chiedi scusa o non voto la fiducia”

Alessandra Mussolini

Continua, seppur a distanza, lo scontro tra Alessandra Mussolini e Mara Carfagna. A rilanciare è la Mussolini che dice: ”O la Carfagna mi chiede pubblicamente scusa o io non voto la fiducia il 14. Avevo posto alla Carfagna una questione politica – dice la Mussolini – ho avuto in risposta un insulto. Non voto la fiducia ad un governo dove c’e’ un Ministro per le Pari Opportunita’ che insulta le donne”. Ma il ministro, da parte sua, sembra intenzionata a trattare. O, quantomeno, apre uno spiraglio di luce. Tanto da spingerla a confidare ai suoi di non sentirsi più sola. Sul suo addio al partito, dunque, la Carfagna sembra pronta a trattare. Secondo i rumors di palazzo non ha sentito Silvio Berlusconi, considera la presa di posizione di diversi colleghi e soprattutto di Ignazio La Russa come un ”importante passo avanti”, ma attende ancora risposte definitive ai problemi sollevati prima di prendere in considerazione l’ipotesi di ritirare le dimissioni. Mara Carfagna mantiene la linea del silenzio, ma con i piu’ stretti collaboratori ha fatto il punto della situazione politica dopo l’annuncio delle dimissioni dal dicastero e da Montecitorio. Considera un grande successo il fatto che siano emerse tante posizioni in suo favore: da Franco Frattini a Mariastella Gelmini, passando per il coordinatore nazionale del partito, La Russa. Ora pero’, prima di arrivare ad eventuali ripensamenti sulle dimissioni, attende di sapere se queste parole si tradurranno in fatti concreti: a cominciare dalla realizzazione dei termovalorizzatori di Salerno e Napoli orientale con procedure trasparenti e dalla situazione interna al Pdl campano. Con il presidente del Consiglio, pero’, nessun contatto dopo la telefonata di venerdi’ scorso. Si dovrebbero vedere in settimana a Roma, ma e’ possibile che l’incontro avvenga direttamente in Consiglio dei ministri. La polemica è nata tra i banchi della Camera, la scorsa settimana. La Mussolini aveva visto il ministro parlare con il capogruppo di Fli alla Camera, Italo Bocchino. E aveva scattato loro una foto col cellulare. La Carfagna aveva reagito battendo le mani e dicendole “brava, brava!”. La Mussolini, a sua volta, aveva replicato con un energico “Vergogna!” dovuto, ha spiegato più tardi la deputata, al fatto che la “Carfagna si deve vergognare per la liaison con Bocchino che sta mettendo a rischio il partito”. Da lì è successo il finimondo. Mussolini accusa Carfagna di “fare accordi” col capogruppo di Futuro e libertà anche in vista delle elezioni per il sindaco di Napoli. Da parte sua, il ministro delle Pari Opportunità, pur amareggiata per gli attacchi personali, aveva già dichiarato che la sua amicizia con Italo Bocchino “viene prima della politica” e che alle volgarità patite “da gente come la Mussolini” non avrebbe più risposto, “non ne vale la pena”. L’insulto cui fa riferimento la Mussolini è quello contenuto nell’intervista che la Carfagna ha concesso qualche giorno fa al Mattino. In quella occasione, il ministro si è riferita alla collega di partito con l’appellativo di “vajassa” spiegando di non aver gradito quegli scatti fatti dalla Mussolini a lei e a Italo Bocchino a Montecitorio. “Quello è stato un atto di cattivissimo gusto che non merita commenti ma che si addice alla persona che l’ha commesso”, ha detto la Carfagna al Mattino. “Il ministro – è tata la replica immediata della Mussolini – sappia che alla prima occasione di incontro sarà mia cura replicare ai suoi insulti, guardandola dritta in quei suoi occhioni, che dopo le mie parole, ne sono certa, risulteranno ancora più sbarrati”. Non solo: la deputata ha chiesto di essere tutelata da Fini in qualità di parlamentare. Ora il contrattacco: “Il ministro mi chieda scusa o il 14 non voto la fiducia”. Contro la Carfagna nel frattempo si scaglia anche Daniela Santanchè: “Mediaticamente ci ha già procurato un grave danno perché i giornali ne hanno parlato troppo per fare un danno al Popolo della Libertà. Non voglio aggiungere altro perché il “caso” Carfagna è una questione all’interno del partito e non è un problema di governo” ha detto il sottosegretario.

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