“Mussolini, io non ho tradito”: il portavoce dell’assessora leghista Caucino in ginocchio sulla tomba del Duce

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Ottobre 2019 9:59 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2019 9:59
Il portavoce dell'assessora leghista in ginocchio sulla tomba di Mussolini

Il portavoce dell’assessora Caucino, Andrea Lorusso (Ansa)

ROMA – Una foto lo ritrae a mani giunte, in ginocchio, davanti alla tomba del Duce. La didascalia del post sarebbe inequivocabile: “Io non ho tradito”, ma per il portavoce di un assessore della Regione Piemonte in quota Lega, si tratta solo di una goliardata. Resta l’imbarazzo per questa immagine di Andrea Lorusso, 28 anni, addetto stampa dell’assessora regionale leghista Chiara Caucino che su Facebook, in mezzo ai selfie con Matteo Salvini e altri dirigenti della Lega, pubblica anche aforismi mussoliniani.

“Posizioni e parole di questo tipo sono inaccettabili”, è il duro commento del governatore piemontese, Alberto Cirio. “Domani verificherò direttamente la situazione”, aggiunge il presidente della Regione, di Forza Italia, precisando di non conoscere Andrea Lorusso “perché il rapporto tra gli assessori e il proprio staff è di carattere esclusivamente personale e fiduciario”.

Una presa di posizione netta, mentre sui social scoppia la polemica. L’assessora Caucino, biellese che ha le deleghe al Welfare, alla Famiglia e ai Bambini, minaccia di querelare chi “collega la mia immagine a una visione fascista del mondo”.

“Goliardate da ragazzo”, la difesa

“Goliardate da ragazzo, in un Paese che pensavo civile e democratico”. Andrea Lorusso, l’addetto stampa 28enne dell’assessora al Welfare della Regione Piemonte Chiara Caucino, leghista, liquida così le “foto irriverenti” e le “citazioni scomode” che stanno mettendo in imbarazzo la giunta piemontese. “Non sono un fascista”, si difende a proposito della foto che lo ritrae in preghiera davanti alla tomba del Duce o agli aforismi mussoliniani.

“Forse la mia colpa è di non essere stato nello schieramento degli -anti”, aggiunge su Facebook, dicendosi mortificato per il “massacro mediatico”, “i commenti velenosi” e “le congetture”. “La mia è pura e semplice provocazione intellettuale – sottolinea l’addetto stampa – un andare controcorrente. Addirittura ho letto un post che non avevo la più pallida idea nemmeno di avere condiviso, del 13 marzo 2010. Una citazione di Mussolini sullo stato delle donne durante il Ventennio. Non è un pensiero che mi appartiene. E mi sento anche ridicolo a doverlo specificare”.

Non se la ricorda, una goliardata per Lorusso, ma la citazione è questa: “La donna deve obbedire, parole e pensieri di Benito Mussolini: nel nostro Stato essa non deve contare”.

Piemonte medaglia d’oro della Resistenza

“Il Piemonte è medaglia d’oro al merito civile – ricorda il segretario metropolitano del Pd, Mimmo Carretta – Un popolo quello piemontese che contribuì alla riconquista della libertà nella lotta contro il nazifascismo non può tollerare questo scempio”. “Assessora non deve offendersi con noi – la incalza la segretaria dei giovani democratici, Ludovica Cioria – deve offendersi per le affermazioni del suo addetto stampa…”. (fonte Ansa)