Napoli, “per sdrammatizzare” c’è Berlusconi insanguinato nel presepe

Pubblicato il 16 Dicembre 2009 15:26 | Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2009 15:36

Simbolo della tradizione artigiana napoletana, il presepe spesso è lo specchio dei più recenti eventi di cronaca e di costume. Da anni ormai la politica è l’assoluta protagonista delle esposizioni natalizie di statuette in Via San Gregorio Armeno, cuore pulsante dei decumani partenopei e capitale mondiale del presepe.

L’impatto mediatico delle ultime controversie politiche non sfugge ai maestri pastorai, che furbamente propongono, fra gli altri un Gianfranco Fini inginocchiato ai piedi di Berlusconi incoronato, Patrizia D’Addario sulla poltrona di Porta a Porta, il ministro dell’economia Giulio Tremonti in versione Robin Hood, Renato Brunetta con il cartello «abbasso i fannulloni» e Piero Marrazzo circondato da avvenenti trans.

Ma queste curiose e divertenti trovate rischiano di essere seppellite dalla statuetta che si candida a diventare un vero e proprio cult. L’immagine di Silvio Berlusconi con il volto insanguinato, causato dall’aggressione subita a Piazza Duomo, è già un’icona del nostro tempo, e non poteva mancare dalle vetrine della bottega «Pastori con le mani pulite» di Marco Ferrigno, figlio del maestro Giuseppe e leader assoluto dell’arte della terracotta natalizia. La statuetta, disponibile in due varianti, è stata realizzata in tempi record da Ferrigno e dal collega Mormone. Quella che sinora ha riscosso maggior successo vede il premier bendato e insanguinato, con abito scuro, anch’esso macchiato di sangue. In alternativa i maestri propongono il Cavaliere sorridente, ma sporco di sangue e con il libro «lex» sotto il braccio.

«Lo facciamo soprattutto per sdrammatizzare certe situazioni», spiega Ferrigno, «non a caso abbiamo anche fatto inginocchiare Berlusconi davanti alla moglie Veronica Lario».

Scuola Superiore di Giornalismo Luiss Guido Carli