Napolitano a casa, vicini agitati: sicurezza, via i parcheggi, quella moglie…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Gennaio 2015 9:47 | Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2015 9:50
Napolitano a casa, vicini agitati: sicurezza, via i parcheggi, quella moglie...

Giorgio Napolitano e la moglie Clio Bittoni (foto LaPresse)

ROMA – Giorgio Napolitano torna nella sua vecchia abitazione di via dei Serpenti a Roma, e i vicini non sono felici. Alle normali incomprensioni tra vicini (la moglie di Napolitano, Clio Bittoni, non sembra essere una vicina di casa accomodante, che “alle riunioni di condominio si faceva sentire. È un avvocato tosto e un personaggio tutto particolare” dice un vicino) si aggiunge l’ingombro di un condomino ultra vip, anzi, per i servizi di sicurezza, il Vip numero uno.

“Scappo, vado in Umbria”, ha detto la vicina Rita Brunschwiller, svizzera di Zurigo, a Giacomo Amadori di Libero, che su come saranno accolti i Napolitano al loro ritorno nella vecchia dimora ha scritto un ampio articolo. La cosa che più inquieta i vicini di casa di Giorgio Napolitano è la sicurezza. Vero è che Napolitano ha chiesto di non alzare il livello dei controlli, ma già così, sostengono i vicini, è un incubo, a partire dal fatto che ai residenti sono stati già tolti anche i parcheggi, riservati ora alle forze dell’ordine e all’illustre inquilino, una piccola tragedia in una strada stretta, affamata di parcheggi, dove le auto sostano regolarmente in seconda fila. Era già un dramma fin da quando Giorgio Napolitano era stato nominato presidente della Camera dei Deputati:

“Da quando Giorgio Napolitano è diventato presidente della Camera, abbiamo sempre la polizia sotto casa. Gli agenti rimanevano giorno e notte anche quando non c’erano. Sprecano tanti di quei soldi in Italia per queste cose…”,

si è lamentato con Giacomo Amadori Marcello Pignatelli, 91, anni, ex presidente della Società italiana di psicologia analitica, medico con tre specializzazioni. Ha venduto lui a Napolitano il primo dei due appartamenti nel palazzo, quello al primo piano. Nonostante dica che

“Giorgio è un mio amico da una vita, abitiamo qui insieme da oltre trent’anni, una volta è stato anche a cena a casa mia”

e che i due si conoscono dai tempi dell’università, subito dopo la guerra (“Eravamo dalla stessa parte del consiglio di facoltà. Allora non eravamo amici, ma entrambi di sinistra” Marcello Pignatelli, che pure gli ha venduto casa, non denuncia molto calore da parte dell'”amico”, che

“è un uomo sulle sue”, non particolarmente “colloquiale»”, sebbene un gran signore.

Nella palazzina in via dei Serpenti, una traversa che da via Nazionale porta a via Panisperna e a via Cavour, in quella che nella Roma antica era la Suburra e ora è il rione Monti dove le case costano più di 6 mila euro a metro quadrato, Giorgio Napolitano e la moglie Clio possiedono due appartamenti, al primo e al terzo piano. In mezzo c’è l’appartamento di Rita Brunschwiller, che lamenta lo zelo degli uomini addetti alla sicurezza:

“Quando mi fermo con la macchina per scaricare i bagagli mi assalgono subito per chiedermi cosa stia facendo. Ma questa è casa mia! Per fortuna mi hanno detto che Napolitano ha chiesto di non intensificare il servizio di protezione”.

Rita Brunschwiller e il marito Carlo Semenza, orefice romano con laboratorio sotto casa, riferisce Giacomo Amadori,

“vivono al secondo piano, tra i due appartamenti dei Napolitano, ma si sono frequentati ben poco: “Cose fatte insieme? Nessuna, siamo completamente diversi. Anche politicamente. Eravamo amici con gli altri vicini”. Però Rita Brunschwiller definisce Napolitano un gentiluomo: «È un signore, sempre con il baciamano»”.

Giacomo Amadori insiste. È contenta che ritornino? Rita Brunschwiller è tranchant:

“Io me ne vado subito, domani. Torno in Umbria, dove da quattro anni trascorro gran parte del mio tempo. Ormai odio questa casa. La polizia fuori, i controlli continui. Abbiamo perso persino i nostri parcheggi. Chi mi conosce sa perché sono scappata da Roma e sa che sulla signora Clio potrei scrivere un libro. Parliamo di 34 anni [nello stesso palazzo].

Giacomo Amadori fa il finto tonto e chiede: è davvero così insopportabile? La risposta è:

“No comment. Se vuole divertirsi un giorno le racconterò un po’ di cose, ma adesso no. Quella mi ammazza[ride]. Mia suocera dice: meglio un morto in casa che un marchigiano sulla porta e la madre di mia marito è di quelle parti”. Come la signora Clio, originaria di Chiaravalle (Ancona), chiosa Giacomo Amadori. I motivi dei dissapori devono essere numerosi e qualcuno affiora: «Quando stendevo i panni diceva che le toglievo la luce e si lamentava per il rumore che facevano i miei bambini piccoli camminando». Protestava? «Eccome! Ma invecchiando si è un po’ calmata, quando è diventata first lady si è comportata bene con me. Prima per lei ero la “straniera”. Io vado d’accordo con tutto il mondo, ma con lei non ho proprio feeling».

Altro grande interrogativo che assilla i condomini è dove Giorgio Napolitano e la moglie si stabiliranno, se al primo o al terzo piano. Spiega Giacomo Amadori:

“La prima soluzione è la loro storica dimora: sei vani (circa 140 metri quadrati) acquistati nel 1980, quando Napolitano era un deputato dell’allora Partito comunista italiano; la seconda è il nuovo appartamento comprato l’8 novembre del 2012, a pochi giorni dalla scandenza del primo mandato presidenziale. Allora Clio, con in mano la procura del marito con cui ha la comunione dei beni, si presentò nello studio del notaio Marco Ieva per il rogito. Oggetto della compravendita un altro appartamento di 6 vani (la rendita catastale dei due alloggi è la stessa: 2091, 65 euro) così composto: soggiorno, sala da pranzo, camera da letto, due cucine e tre bagni. A vendere furono i dodici eredi della «signorina» Mirella Busetto e fu pattuito un prezzo di 900 mila euro, circa 6.500 euro per metro quadrato”.

Dice Pignatelli:

“Clio mi ha detto che rimarranno giù al primo piano, ma io dubito visto che l’altro giorno stava facendo portare molti mobili al terzo piano”.