Napolitano: “Assurdo sminuire Italia in Ue. Saccomanni non ha bacchetta magica”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Giugno 2013 19:46 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2013 21:14
Napolitano: "Assurdo sminuire Italia in Ue. Saccomanni non ha bacchetta magica"

Napolitano: “Assurdo sminuire Italia in Ue. Saccomanni non ha bacchetta magica”

ZAGABRIA – “Fabrizio Saccomanni non ha la bacchetta magica, ha detto ciò che si può fare”. Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano,  difende il realismo del ministro dell’Economia e definisce “assurdi i tentativi di sminuire i successi dell’Italia al vertice Ue”. 

Per il presidente della Repubblica, le critiche alla politica economica del governo sono ingenerose. Napolitano difende Saccomanni che nei giorni scorsi è stato bersaglio di molte critiche, soprattutto da parte dei falchi del Pdl. A Zagabria, a margine delle celebrazioni per l’ingresso della Croazia nell’Unione Europea, Napolitano ha aggiunto: “Il ministro del Tesoro non ha la bacchetta magica, nei giorni scorsi ho molto apprezzato il suo realismo e la sua intervista di qualche giorno fa. Ha dimostrato in modo puntuale quello che si poteva fare e quello che non si può fare, naturalmente senza pensare di avere la bacchetta magica”.

Inoltre, secondo Napolitano, il governo italiano ha ottenuto a Bruxelles ‘‘risultati molto significativi” e ”sarebbe assurdo non riconoscere il ruolo che ha avuto l’Italia nello spostare fortemente l’accento sui temi della crescita e della disoccupazione”.

Saccomanni avrà un primo faccia a faccia mercoledì con il Parlamento su come procedere tra necessità di nuove coperture e rilancio della crescita: la famosa Fase 2. Il titolare di via XX Settembre sarà infatti ascoltato a Montecitorio sulle linee guida generali del suo dicastero.

Non mancheranno certo le domande su come andare avanti. E anche le ipotesi non mancano: ci sono ancora 200 miliardi di spesa pubblica aggredibile, 10 miliardi da recuperare dagli incentivi alle imprese, risorse da trovare rivedendo il regime degli sconti fiscali, la revisione dei valori catastali, le spese della sanità, il meccanismo dei costi standard da estendere alle Regioni, le accise da rivedere (giochi, tabacchi, ecc) e sullo sfondo un possibile accordo con la Svizzera per tassare i capitali esportati illecitamente e la montagna di evasione fiscale (130 miliardi) ancora da intaccare (‘solo’ 10 miliardi il recupero previsto).

C’è infatti da recuperare risorse fresche da destinare alla cancellazione dell’aumento Iva (ora solo rinviata ad ottobre), dell’Imu sulla prima casa (anche in questo caso un rinvio) e dell’aumento della Tarsu. E già in settimana quando si aprirà il ‘tavolo’ di confronto nel Governo e poi con i capigruppo per individuare soluzioni concrete e velocemente praticabili. Un passo avanti lo fa il viceministro dell’Economia Stefano Fassina indicando come terreno di intervento ”le società controllate da Regioni, Comuni e Province perche’ la spesa per l’acquisto di beni e servizi deve essere centralizzata e ridotta sensibilmente”. E altre potenziali coperture saltano fuori: un prelievo forzoso sui conti correnti (prontamente smentito dal Tesoro) o un blocco delle rivalutazioni per pensioni e stipendi piu’ alti. E sempre sulle pensioni interviene Cesare Damiano presidente della commissione Lavoro della Camera: bisogna intervenire subito non come dice il ministro del Lavoro Enrico Giovannini a settembre.

In ogni caso bisogna fare in fretta anche perché entro agosto bisogna mettere mano alla riforma della tassazione sulla casa, pena il ‘conguaglio’ dell’Imu sulla prima casa (inclusa la prima rata). E in parallelo riparte anche l’esame della riforma fiscale. Poi a novembre ci sarebbero gli acconti maggiorati. Un’ipotesi gia’ ampiamente stigmatizzata da piu’ parti con Susanna Camusso e Cgia che paventano ”l’ingorgo fiscale” d’autunno.

Saccomanni ha già indicato la ‘strada’: il paradosso della nostra spesa pubblica – spiegava al Corriere della Sera – è che sembra non ci sia niente da tagliare su 800 miliardi. Invece ci sono poco più di 200 miliardi da poter ”aggredire”. Quindi si affila l’accetta. Ma i tagli lineari come noto non si possono più fare.