Napolitano: irricevibili le accuse alla magistratura eversiva

Pubblicato il 11 Febbraio 2011 15:09 | Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2011 15:12

Berlusconi e Napolitano

ROMA – Le accuse alla magistratura eversiva sono irricevibili secondo il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato ha ribadito concetti che aveva già recentemente espresso: “Nella Costituzione esistono già le garanzie per un giusto processo” e “basta ai conflitti istituzionali” consumati sotto forma di “strappi mediatici”.

A poche ore dall’incontro programmato col premier Silvio Berlusconi, Napolitano ha voluto mettere le mani avanti a tutto il paese. Con queste affermazioni, è come se avesse confermato di dissentire dal presidente del Consiglio, che attacca pressocché quotidianamente la magistratura e sta cercando di accelerare per far approvare la legge sul “processo breve”.

Napolitano aveva incontrato il comitato di presidenza del Csm e fra le altre cose ha ricordato, come ha già detto durante la Giornata dell’Informazione che ”nella Costituzione e nella legge possono trovarsi i riferimenti di principio e i canali normativi e procedurali per far valere insieme le ragioni della legalità nel loro necessario rigore e le garanzie del giusto processo. Fuori di questo quadro, ci sono solo le tentazioni di conflitti istituzionali e di strappi mediatici che non possono condurre, per nessuno, a conclusioni di verità e di giustizia”.

I rappresentati del Consiglio Superiore della Magistratura hanno espresso al presidente della Repubblica la preoccupazione e l’inquietudine del Consiglio e della magistratura per l’aspro conflitto istituzionale in atto e ha ribadito, citandole testualmente, le sue dichiarazioni rese nel corso della Giornata dell’Informazione.

Nel comunicato diffuso dal Quirinale al termine dell’incontro si mette in evidenza che in quella occasione il capo dello Stato ha indicato nella Costituzione le garanzie del giusto processo e ha aggiunto che ”fuori di questo quadro, ci sono solo le tentazioni di conflitti istituzionali e di strappi mediatici che non possono condurre, per nessuno, a conclusioni di verità e di giustizia”.