Dopo il monito del Colle. Bersani: “Berlusconi rispetti la Carta”. Di Pietro: “Napolitano sia arbitro, non giocatore”

Pubblicato il 13 agosto 2010 17:03 | Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2010 17:13

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

“Finché Berlusconi non avrà fatto la Costituzione di Arcore, volente o nolente rispetterà quella su cui ha giurato. Sappia che le minacce esplicite o velate non impressionano nessuno”: è la replica del segretario Pd Pier Luigi Bersani agli interventi di esponenti di primo piano della maggioranza e alle ipotesi avanzate da chi, come il capogruppo Fabrizio Cicchitto, non ha escluso manifestazioni nel Paese in caso di ribaltoni.

“Le parole del presidente Napolitano – ha aggiunto Bersani – sono un richiamo forte e chiaro alla responsabilità politica e ai principi costituzionali. E’ inutile negare che la discussione che si è aperta tocca ormai un punto di fondo. Si vuole dare legittimazione ad un pensiero para costituzionale, ben leggibile nei ripetuti interventi del presidente Schifani ed esplicitato nelle parole di Frattini che si appella ad una ‘Costituzione materiale’. Si vuole interpretare la Costituzione come un involucro formale – ha concluso Bersani – cui dare sostanza con un consenso interpretato come un plebiscito e, se occorre, come ha detto Cicchitto, anche con la piazza. Se la destra pensa con idee del genere di camminare sul velluto, si sbaglia di grosso”.

Anhce il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, entra nel merito delle polemiche, e ribadisce il no del partito a un ribaltone e la disponibilità a un governo tecnico, con un mandato limitato di tre mesi, per fare la legge elettorale e una legge sul pluralismo di informazione. Di Pietro condivide le valutazioni del presidente Napolitano ma ritiene che il suo messaggio “sia in anticipo e possa generare equivoci e malumori”.

“Lui è l’arbitro, e non può muoversi – spiega Di Pietro – come un giocatore perché così rischia di condizionare il gioco”. Di Pietro concorda con le osservazioni del Capo dello Stato e si augura che vengano affrontate “le vere emergenze del Paese” come l’occupazione e l’esigenza di una riforma elettorale prima di andare al voto.

“Bisogna sottolineare – prosegue ancora Di Pietro – che è preciso dovere del presidente della Repubblica valutare se esiste una maggioranza alternativa a quella che attualmente regge il governo Berlusconi”. “Noi dell’Italia dei Valori – dice Di Pietro – ribadiamo che il voto degli elettori non può essere ribaltato e che, se manca una maggioranza che continui a sostenere il governo in carica, si deve tornare al più presto al voto, non esistono altre soluzioni o si raggira la volontà dei cittadini. Le regole sono impresse sulla Carta Costituzionale che non consente scappatoie. Infatti la nostra disponibilità ad un governo tecnico è condizionata al fatto che sia davvero un esecutivo tecnico con una durata ben definita, non oltre tre mesi, e con competenze ben delimitate: fare una nuova legge elettorale e una legge che ristabilisca il pluralismo informazione. Ovviamente – conclude – non basta che una rassicurazione del genere ci venga data dalla maggioranza del momento ma deve esserci un preciso, definito e insuperabile mandato del Capo dello Stato su questi due obiettivi”.