Ddl sicurezza/ Napolitano: “C’è troppa retorica xenofoba”. La Lega Nord: “Noi ascoltiamo la gente”

Pubblicato il 14 maggio 2009 10:55 | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2009 14:04

Il Ddl sicurezza è stato approvato alla Camera. La fiducia integrale sul testo è passata dopo i tre ok di mercoledì sui maxi-emendamenti. La maggioranza ha votato compatta, il controverso provvedimento ha superato lo scoglio-Montecitorio in soli due giorni, ma questo non vuol dire che siano mancate voci di dissenso in Parlamento, nel Paese e nello stesso centrodestra.

Per primo il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha attaccato questa mattina «il diffondersi di una retorica pubblica che non esita – anche in Italia – ad incorporare accenti di intolleranza o xenofobia». Al Quirinale ha risposto indirettamente il leader della Lega Nord e ministro per il Federalismo Umberto Bossi: «Napolitano? Io ascolto la gente».

E questa sembra essere la linea della maggioranza e soprattutto della Lega Nord sul tema della sicurezza: noi siamo pragmatici e in sintonia col Paese, chi ci critica lo fa solo in maniera ideologica. E oltre ai prevedibili attacchi del Pd (che in ogni caso non ha i numeri per opporsi in Parlamento), poteva creare qualche imbarazzo in più la perplessità espressa dal presidente della Camera Gianfranco Fini: «Sugli immigrati si fa troppa propaganda», e l’Onu che ha criticato l’Italia «non è in campagna elettorale». A lui ha risposto a bruciapelo sempre il senatùr: «Se non la si fa sotto elezioni, quando bisogna farla la propaganda?». Poi i due leader si sono chiariti in un incontro faccia a faccia.

Alle obiezioni sollevate dalla Cei e dal Vaticano ha replicato Roberto Maroni: «Sul ddl sicurezza si sono dette cose infondate, bisogna leggerlo ed allora tanti pregiudizi cadranno». Che ne ha anche per la Ue: «L’Italia è in prima linea nella lotta all’immigrazione clandestina, noi investiamo le nostre risorse per proteggere anche i paesi europei, ma vogliamo che la Ue prenda decisioni che finora non ha preso e aiuti i paesi più esposti su questo fronte».

A provvedimento approvato è intervenuto – a modo suo – anche il premier Silvio Berlusconi, a proposito delle riserve avanzate dai vescovi: «Non ho conoscenza di queste critiche. Ho parlato più volte con i responsabili della Conferenza episcopale e ho sempre trovato un’accoglienza positiva da parte loro».