Napolitano difende ddl Boschi: “Il bicameralismo perfetto ha generato mostri”

Pubblicato il 15 luglio 2015 21:35 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2015 21:35
Napolitano difende ddl Boschi: "Il bicameralismo perfetto ha generato mostri"

GIorgio Napolitano

ROMA – “Il bicameralismo perfetto ha contribuito a generare mostri”. Così il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un articolato intervento al Senato, ha difeso il difficoltoso cammino delle riforme costituzionali, il cui iter è quanto mai incerto dopo le modifiche al testo chieste da 25 senatori della minoranza Pd.

Durante la discussione generale in Commissione Affari costituzionali, Napolitano ha esortato i senatori a limitare le modifiche nel numero e nella portata per evitare di “disfare la tela”, mettendoli in guardia dal “precipitare in un nulla di fatto, un lusso che l’Italia non può permettersi”. Bisogna stare attenti, ha sottolineato l’ex Capo dello Stato, a “non far rientrare dalla finestra quel legiferare paritario che si è teso a mettere fuori della porta”.

Napolitano ha ricordato i tentativi falliti di approvare le riforme costituzionali, dalla Bicamerale Bozzi del 1982-1985 a quella presieduta da D’Alema nel 1997-98, fino a quelli “finiti nel nulla” nella scorsa legislatura. L’ex presidente ha poi ricordato il dibattito durante l’Assemblea costituente ed ha sottolineato come “l’indifendibilità” della soluzione trovata fosse emersa già nel 1948.

“Non si può dubitare – ha proseguito – che il bicameralismo sia stato tra i fattori determinanti di una pluridecennale vicenda di fragilità dei governi nel nostro paese, di discontinuità dell’azione di governo e di incertezza nello svolgimento delle legislature parlamentari. Conosciamo bene i fenomeni che si sono prodotti e riprodotti fino a tempi recenti. Governi che ricevevano dagli elettori un’investitura di maggioranza in un ramo del Parlamento e non nell’altro, facile vulnerabilità del rapporto di fiducia così stabilitosi in quei casi tra Parlamento e Governo, faticosa e convulsa gestione del procedimento legislativo”.

“E non basta, per uscire da simili contraddizioni e debolezze – ha aggiunto – restringere, come ormai si è convenuto, il circuito fiduciario Parlamento-governo a un solo ramo del Parlamento. Non è solo su questo piano, ma anche e non meno su quello dell’esercizio del potere legislativo, che il bicameralismo paritario ha contribuito a generare mostri”.

Napolitano ha quindi invitato a “liberarsi una volta per tutte di certi miti. Il Senato della Repubblica – ha detto – quale l’abbiamo conosciuto e rispettato per tanti suoi innegabili meriti e contributi, non è mai stato Camera di riflessione in un processo legislativo che vedeva solo casualmente toccare all’uno o all’altro ramo del Parlamento la seconda lettura di qualsiasi provvedimento di legge. Né esso è stato mai ‘contrappeso’ a un qualsiasi predominio politico dell’esecutivo”.

“La realtà è – ha insistito – che il nostro compito consiste oggi nel ristabilire la piena funzionalità e dignità dell’istituzione parlamentare rinnovandone l’assetto bicamerale in modo da garantire la stabilità dell’azione di governi ‘con adeguata capacità deliberativa’, per usare l’espressione di Elia”.(

In mattinata il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, ha chiesto al premier Renzi di aprire al confronto. Il leader del Carroccio è salito al Quirinale e successivamente ha raccontato ai giornalisti di aver “parlato con Mattarella delle riforme e su Renzi che non può andare avanti da solo ma deve coinvolgere tutti quanti altrimenti salta tutto”. Seppur con i suoi soliti toni ultimativi, Salvini si è detto disponibile al confronto: “Siamo a disposizione per migliorare pessime riforme, se lo fa con il Parlamento – ha detto Salvini – Se pensa di farlo con qualche deputato raccattato in tabaccheria gli faremo la guerra”. Il riferimento è alle voci sul possibile “soccorso” a Renzi da parte dei dissidenti di Fi vicini a Denis Verdini, che andrebbero a compensare i 25 senatori della minoranza del Pd.

Ma proprio a quest’ultimi si è rivolto Napolitano, in veste di senatore a vita. L’ex Capo dello Stato ha infatti difeso l’impostazione del ddl Renzi-Boschi invitando a fare di “questa terza lettura del Senato una fase preconclusiva dell’iter parlamentare” del ddl. Quanto alle possibili modifiche di cui si è parlato in queste settimane, tra cui l’approdo al Senato elettivo anziché espressione dei Consigli regionali, Napolitano è stato netto: “Sono ben formulabili le istanze di modifica, purché con senso della misura, perché c’è il rischio di disfare la tela: un lusso – ha concluso – che l’Italia non può permettersi”.