Napolitano e la situazione politica: “Turbolenze, incertezze, incognite”

Pubblicato il 10 Novembre 2010 21:44 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2010 21:56

Parla chiaro Giorgio Napolitano davanti alla platea dei sindaci, riuniti a Padova per l’assemblea nazionale dell’Anci. Il Capo dello Stato prende di petto i nodi della situazione politica: ”Siamo in un momento di grandissima turbolenza, c’è una grandissima incertezza politica”. Napolitano, che segue passo passo gli intricati sviluppi della crisi della maggioranza, parla senza reticenze ”delle grandissime tensioni e molte contrapposizioni” che agitano la scena politica e la rendono densa di ”incognite”.

Ma quello del Capo dello Stato non è un grido di allarme privo di sbocchi. Accanto al riconoscimento della delicatezza della situazione, c’è anche l’auspicio a non perdere di mira i problemi concreti del Paese. ”Chiunque sarà chiamato a governare, ancora o nuovamente, dovrà fare i conti con i problemi concreti” dice Napolitano. Frase che, con un esercizio di lettura tra le righe, viene interpretata come un accenno ai possibili futuri governi che potrebbero prendere il posto da quello guidato da Silvio Berlusconi. In realta’ Napolitano e’ lontano dal fornire indicazioni di questo tipo.

Anche in mattinata, durante la riunione del Consiglio Supremo di Difesa, si è ben guardato, con Berlusconi, ad accennare a ipotesi e variabili legate alla crisi di governo. Il richiamo di Napolitano riguarda la necessità di concentrarsi sulle soluzioni ai problemi del Paese. Perchè l’Italia attraversa un momento non facile e ricco di sfide. Il paragone che Napolitano azzarda è quello con il dopoguerra, quando si trattava di ”ricostruire il Paese”. Anche oggi c’è da far fronte ad una crisi complessiva che va affrontata con risposte chiare.

”Tutte le forze politiche – dice il capo dello Stato – sia di maggioranza e sia di opposizione, devono dimostrare capacità propositiva, evitando l’autosufficienza e gli arroccamenti di parte”. Si sofferma sui temi economici Napolitano. In particolare chiede che i tagli alle spese siano eseguiti con criterio. ”Bisogna essere capaci di indicare su quali voci di spesa bisogna intervenire con i tagli, altrimenti c’è un solo un continuo rimpallo di responsabilità”, sottolinea Napolitano in un passaggio che suona critico rispetto ai tagli lineari di Tremonti.

Parla anche di federalismo, una riforma che va completata ”con il massimo equilibrio” garantendo la solidarietà e l’unità nazionale. Ma nel suo discorso Napolitano non dimentica il Veneto, afflitto dalle alluvioni degli ultimi giorni. E traccia un parallelo tra Pompei e Vicenza: due casi analoghi, provocati dalla medesima causa, la mancanza di attenzione per il territorio. ”Sono vicino ai veneti”, dice il Capo dello Stato. E ricorda la sua ”reazione spontanea” di fronte alla crollo della Domus dei gladiatori di Pompei. ”Quelle immagini hanno fatto il giro del mondo. Ma anche le immagini di Vicenza, la città di Palladio con le strade invase dalle acque, hanno fatto il giro del mondo. Il problema è sempre quello: dobbiamo prestare al nostro territorio e al nostro patrimonio storico-artistico le cure di cui hanno bisogno”.