Voto di fiducia e consiglio europeo in due giorni: Napolitano teme l’aut aut di Bruxelles

Pubblicato il 24 novembre 2010 11:17 | Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2010 11:17

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non nasconde le proprie preoccupazioni per lo stato in cui il governo si presenterà al Consiglio europeo del 15 dicembre sulla revisione del patto di stabilità.

Tra i temi che verranno affrontati dal Parlamento Ue, il risanamento del debito pubblico: un tema che tocca da vicino l’Italia, che in Europa ha il debito più alto dopo la Grecia, con il 118 per cento .

Da alcuni giorni, sottolinea Repubblica, Napolitano sta richiamando l’attenzione sulle decisioni che il prossimo 15 dicembre potrebbe adottare il Consiglio europeo.

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L’accordo non è scontato, ma la Commissione europea da tempo ha chiesto l’adozione di misure severe per costringere i partner europei ad avvicinarsi al parametro che prevede la soglia del 60% nel rapporto debito-Pil.

“Possiamo permetterci di sottovalutare questo problema? – è il richiamo del presidente della Repubblica – Nessuno può farlo”. Anche se il voto di fiducia del 14 dicembre che sta facendo traballare il centrodestra è ormai vicino.

Perché proprio il 14 dicembre, il giorno prima del summit, il governo potrebbe essere sfiduciato, finendo col presentarsi dimissionario alla delicatissima trattativa di Bruxelles. E di questo Napolitano è preoccupato.

Nel caso in cui la revisione del patto di stabilità dovesse imporre subito una rientro dal debito, si dovrebbe intervenire già in primavera. Anche perché c’è il rischio che l’Ue chieda a Roma una correzione dei conti superiore a 25 miliardi, tanto sostanziosa da poter essere affrontata soltanto da un esecutivo forte.

Berlusconi sembra esserne consapevole: “Ormai è chiaro che Napolitano non avallerà ribaltoni”, avrebbe detto in questi giorni.