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Napolitano, l’incarico slitta a lunedì. Renzi ad Alfano: “Non mi imbrigli”

Matteo Renzi, Angelino Alfano

Matteo Renzi, Angelino Alfano

ROMA – Entro lunedì mattina Matteo Renzi potrebbe salire al Colle e ricevere l’incarico di formare il nuovo governo. Con la delegazione Pd che gli ha indicato Renzi premier fino al 2018, Giorgio Napolitano ha chiuso il suo rapido giro di consultazioni ma i tempi si potrebbero allungare, sia pur di poco. Per l’incarico se ne dovrebbe parlare lunedì non più, come si pensava fino a poche ore fa, domenica. Un lasso di tempo probabilmente necessario per consentire al premier in pectore di sciogliere alcuni nodi che riguardano la squadra ed il programma. Lui intanto fa sapere al leader Ncd, Angelino Alfano, che gli ha chiesto almeno 48 ore in più: “Non mi farò imbrigliare”.

Nelle ultime ore il pressing dei partiti sulle poltrone dei ministeri è aumentato. E in casa del nuovo centrodestra, anche se nel Pd si parla di atteggiamenti tattici, si sono alzati i toni per quanto riguarda alcuni aspetti programmatici e sulla tipologia dei ministeri da assegnare al partito di Angelino Alfano che, tra l’altro, rivendicherebbe con forza il mantenimento del Viminale. Tanto da far dire all’attuale ministro dell’Interno che il lieto fine sul nuovo esecutivo non è ancora scritto e che 48 ore non bastano per definire tutti i dettagli di compagine e contenuti. Un modo per alzare la posta e tenere il punto sulle posizioni acquisite con il precedente governo Letta. Ma anche un avvertimento per evitare lo spostamento troppo a sinistra dell’asse del nascituro esecutivo.

Ma il futuro premier non si lascia intimorire dalle 48 ore chieste dal Nuovo centrodestra. Quelli di Alfano sono “naturali passaggi del negoziato”. Goffredo De Marchis sul quotidiano la Repubblica, riporta le confidenze di Renzi agli amici:

“Sono solo delle resistenze di paura. Paura che parta davvero la rivoluzione — sminuisce il segretario — . Ma la rivoluzione partirà”.

Insomma, di fallimento neanche a parlarne. Renzi salirà al Colle al massimo nella giornata di lunedì. Poi dopo 48 ore di riflessione e confronti con i vari partiti, il sindaco e la sua squadra dovrebbero giurare davanti al Capo dello Stato. Di questo passo, la fiducia delle Camere potrebbe arrivare entro sabato. Non più di una settimana in tutto: dipenderà dai toni e dai contenuti delle consultazioni che Renzi avrà con gli altri leader di partito, a partire da Angelino Alfano e il suo Ncd.

Sabato nella sua Firenze, scrive De Marchis, si è rifugiato in un albergo top secret del centro storico, “uno di quelli in cui, durante gli anni fiorentini, ha sempre avuto una doccia a disposizione dopo il jogging”.

Ha incontrato Alessandro Baricco e Andrea Guerra. Il primo, amico e consigliere, indicato al ministero della Cultura ma ha già declinato l’offerta. L’altro, il patron di Luxottica, che medita il salto in politica, a lui spetterebbe la poltrona di superministro economico.

Entro martedì Renzi dovrebbe sciogliere la riserva e salire al Colle con la lista dei ministri e pronto al giuramento che lo metterà automaticamente in sella. Resterà l’ultimo nodo, quello della fiducia delle Camere. Renzi presenterà il suo programma prima al Senato, quindi a Montecitorio. Forse nella stessa giornata, oppure in due distinti giorni. Si arriverà, così a venerdì o al massimo sabato per la fiducia finale.

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