Napolitano ai partiti: “La riforma elettorale la dovete fare”

Pubblicato il 9 luglio 2012 15:46 | Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2012 19:15
Schifani, Napolitano, Fini

Renato Schifani, Giorgio Napolitano e Gianfranco Fini (Lapresse)

ROMA – La legge elettorale non è più rinviabile: di fronte al temporeggiare dei partiti il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, prende carta e penna e scrive ai presidenti di Camera e Senato. L’auspicio è che vengano raggiunte larghe intese ma rimettendosi anche a “quella che sarà la volontà maggioritaria delle Camere”.”Mi auguro – scrive Napolitano – che l’autorevole opinione dei Presidenti delle Camere, nel loro continuo rapporto con i Presidenti dei gruppi parlamentari, possa concorrere a sollecitare la oramai opportuna e non rinviabile presentazione in Parlamento di una o più proposte di legge elettorale”.

”Stanno purtroppo trascorrendo le settimane senza che si concretizzi la presentazione alle Camere da parte dei partiti che hanno da tempo annunciato di voler raggiungere in proposito un’intesa tra loro di un progetto di legge sostitutivo di quella vigente per l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato”. Lo scrive il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lettera ai presidenti delle Camere Gianfranco Fini e Renato Schifani sulla legge elettorale. ”Debbo ricordare – sottolinea il presidente – che su questa materia (e piu’ in generale su quella di possibili modifiche istituzionali) consultai nel gennaio scorso i rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in Parlamento, ricevendone indicazioni largamente convergenti anche se non del tutto coincidenti a favore di una nuova legge elettorale”.

”Mi auguro – è l’auspicio del capo dello Stato – che l’autorevole opinione dei Presidenti delle Camere, nel loro continuo rapporto con i Presidenti dei gruppi parlamentari, possa concorrere a sollecitare la oramai opportuna e non rinviabile presentazione in Parlamento di una o piu’ proposte di legge elettorale, anche rimettendo a quella che sara’ la volonta’ maggioritaria delle Camere la decisione sui punti che non risultassero oggetto di piu’ larga intesa preventiva e rimanessero quindi aperti ad un confronto conclusivo. Confronto che e’ bene non resti ulteriormente chiuso nell’ambito di consultazioni riservate tra partiti”.

SCHIFANI RISPONDE: “SENATO NON SI SOTTRAE” ”Signor Presidente – scrive Renato Schifani rispondendo alla lettera inviata dal Capo dello Stato ai presidenti dei due rami del Parlamento – ho letto con doverosa attenzione la lettera con la quale Ella sottolinea con preoccupazione la mancata presentazione alle Camere, da parte dei partiti che hanno da tempo annunciato di voler raggiungere in proposito un’intesa fra loro, di un progetto di legge sostitutivo di quella vigente per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”.

”La Sua autorevole preoccupazione – aggiunge il Presidente Schifani – si unisce alla mia, che mi ha visto da tempo sollecitare tutte le forze politiche, a cominciare naturalmente da quelle presenti presso il Senato ove è incardinato l’esame della materia, a voler colmare quel distacco tra cittadini ed eletti che l’attuale normativa elettorale sembra invece accentuare”.

”Sarà pertanto mia cura – aggiunge ancora – sottoporre immediatamente all’attenzione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari quanto da Lei indicato che – come esattamente ricorda – era stato da Lei stessa rappresentato agli esponenti di tutte le forze politiche presenti in Parlamento, ricevendone indicazioni largamente convergenti anche se non del tutto coincidenti a favore di una nuova legge elettorale”.

“Sono certo – scrive ancora Schifani – che il Suo invito, con preoccupazione reiterato anche a mente della scadenza dell’attuale legislatura nel prossimo anno, sara’ decisivo impulso per l’auspicata riforma. Il Senato, sia in sede referente presso la Commissione affari costituzionali, sia successivamente in Assemblea, non appena definito il testo, non si sottrarra’ all’impegno da Lei autorevolmente invocato – conclude il Presidente del Senato – pur in presenza di un intenso calendario dei lavori, in questa fase significativamente condizionato dall’esigenza di assicurare in via prioritaria l’esame dei numerosi decreti-legge presentati dal Governo”.

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