Lavoro, la riforma passa dal Parlamento: Napolitano apre alle modifiche

Pubblicato il 23 Marzo 2012 10:49 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2012 12:12

Giorgio Napolitano (Lapresse)

ROMA – Non un decreto legge, nemmeno una legge delega, che lascerebbero ampio spazio decisionale al governo. La riforma del lavoro passerà dal Parlamento, con l’iter tradizionale del disegno di legge. Il presidente della Repubblica Napolitano cerca di rassicurare soprattutto il Pd e chi digerisce poco la riforma, in special modo nei punti sull’articolo 18, ovvero i sindacati. Per evitare una crepa politica ma anche sociale, con prevedibili proteste, Napolitano apre alle modifiche che il parlamento potrà apportare.

Pd e sindacati, è da questi fronti che potrebbero arrivare dei “no” spinosi. E Napolitano parlando rassicura loro, nonché i lavoratori: “Non ci sarà una valanga di licenziamenti. Ci sono posizioni constrastanti, ma era un riforma da fare”. “Ci sarà una discussione in Parlamento, ma sono convinto che si arriverà ad un risultato valido”. ”Non credo che noi stiamo per aprire le porte ad una valanga di licenziamenti facili sulla base dell’articolo 18”, ha risposto Napolitano ai giornalisti che gli facevano notare come ci fosse preoccupazione su questo tema. ”Anche perché – ha aggiunto – bisogna sapere a cosa si riferisce l’articolo 18”.

Il dibattito parlamentare potrebbe anche far rientrare la Cgil nell’intesa: ”Noi andremo ad una discussione in Parlamento dove – ha spiegato Napolitano ai giornalisti – si confronteranno preoccupazioni e proposte. Ma io sono convinto che si arrivera’ ad un risultato del quale si potranno riconoscere i meriti e la validita’ perche’ – ha sottolineato – era una riforma da fare”.

Le parole del presidente arrivano a destinazione, e poco dopo ecco la reazione di Bersani: “Sono sereno che sull’art.18 si vorrà ragionare altrimenti chiudiamo il Parlamento e così i mercati si rassicurano”. Non a caso, mentre si prefigurava  per la riforma un iter meno spedito (niente decreto legge), lo spread tornava a crescere a 325 punti.

Napolitano però non fa mancare il suo appoggio a Monti e una riforma che intende far ripartire il lavoro concedendo maggior flessibilità alle imprese sul tema dei licenziamenti: ”Il problema più drammatico è quello delle aziende che chiudono e dei lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro, non per l’articolo 18 ma per il crollo delle attività produttive”. Ecco perché, secondo Giorgio Napolitano, ”bisogna puntare soprattutto a nuovi investimenti, sviluppi e nuove iniziative in cui possano trovare sbocco soprattutto i giovani”.