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Napolitano-Monti. “Corrado Passera redasse il piano di governo lacrime e sangue”

Napolitano-Monti. "Corrado Passera redasse il piano di governo lacrime e sangue"

Napolitano-Monti. “Corrado Passera redasse il piano di governo lacrime e sangue”

ROMA – Napolitano-Monti. “Corrado Passera redasse il piano di governo lacrime e sangue”. Caso Napolitano-Monti, seconda puntata: è un piano economico dettagliato (lacrime e sangue) discusso in estate 2011  tra il presidente della Repubblica e il futuro presidente del Consiglio, scritto da Corrado Passera (a quel punto in procinto di diventare ministro) l’oggetto del secondo estratto dal libro di Alan Friedman pubblicato in pillole a scadenza ravvicinata dal Corriere della Sera. Rivelazione che alimenta lo sdegno di Forza Italia che già era arrivata persino a considerare l’opportunità di sostenere le ragioni dell’impeachment contro il Capo dello Stato promosso dal Movimento 5 Stelle.

“Grande piano di Rilancio”. Alan Friedman racconta come nel mezzo della tempesta finanziaria con l’Italia sotto attacco della speculazione, lo spread alle stelle e la coalizione guidata da Berlusconi a livelli minimi di credibilità internazionale, Napolitano, Monti e Passera avessero discusso già in quell’estate (lo conferma Mario Monti) di un vero e proprio programma di governo alternativo. I punti cardine di quel piano di rilancio erano (in estate come nella versione definitiva di novembre consultata dal giornalista): “ricostruire la credibilità dell’Italia”,far ripartire la crescita del Paese, portare in pareggio i conti pubblici.

Strumento obbligato una manovra finanziaria choc: elevare l’Iva al 23% entro il 2012, tassare le rendite finanziarie al 20 per cento, tassare la casa e soprattutto impostare una patrimoniale da “85 miliardi di euro”. Misure poi parzialmente assunte dal governo Monti. Giorgio Napolitano ha avuto modo di contestare le accuse di “complotto” liquidate come “fumo”, mentre prova a ricordare ilo contesto nel quale avvennero sondaggi, riflessioni, abboccamenti informali.

I “veri fatti” del 2011 “sono noti e incontrovertibili” e “si riassumono” (Napolitano ha replicato per iscritto al Corriere della Sera) in un sempre più evidente logoramento della maggioranza di governo uscita vincente dalle elezioni del 2008″, che ha portato alle dimissioni di Silvio Berlusconi e a una “larga convergenza” sul conferimento a Monti “dell’incarico di formare un nuovo governo”. Quell’anno, dice ancora Napolitano, fu “tormentato” e “le confidenze personali e l’interpretazione che si pretende di darne in termini di ‘complotto’ sono fumo, soltanto fumo”.

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