Napolitano: “Nessun allarme”. Berlusconi: “Monti accetti o io resto”

Pubblicato il 14 Dicembre 2012 13:53 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2012 14:07
Napolitano: "Nessun allarme". Berlusconi: "Monti accetti o io resto"

Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi (Foto Lapresse)

ROMA – Manterremo gli impegni Ue e non allarmiamoci per le tensioni degli ultimi giorni: le supereremo. Quella che l’Italia sta attraversando è certamente una fase difficile ma che verrà superata. Il capo dello Stato Giorgio Napolitano riceve il corpo diplomatico e ostenta ottimismo sul futuro del Paese. Un ottimismo che non viene scalfito nemmeno quando contemporaneamente Silvio Berlusconi, intervenendo a Studio Aperto, sembra quasi minacciare: “Monti accetti o io resto in campo“. Il Quirinale manda poi un avvertimento ai partiti: “Nessuno sforzo – chiede – venga vanificato”.

“Dal confronto elettorale uscirà quel rinnovato impegno che il presidente Draghi evocava”, e cioè “la determinazione dei governi nel perseguire la governance dell’area euro” e la necessità di confermare gli sforzi per la stabilità dell’Eurozona”, ha sottolineato il presidente della Repubblica. “La crisi non è ancora dietro le nostre spalle- riconosce Napolitano – ma abbiamo superato la sua fase più acuta e individuato la strada per uscirne. Quando ci incontrammo, un anno fa, non era scontato che ci saremmo riusciti”.

E poi detta l’agenda all’Europa e all’Italia: “Riformare la governance dell’area euro, ristabilire le condizioni di competitività che alimentino crescita equilibrata e occupazione. E’ quel che l’Europa e l’Italia debbono fare”, ha ammonito.

Con eguale se non maggiore entusiasmo Silvio Berlusconi smentisce le voci su un suo imminente dietrofront e conferma la sua ricandidatura. Resto in campo in attesa di una decisione da parte di Monti”. E rivendica un balzo in avanti nei sondaggi dovuto, dice, a “Un effetto B: con me il Pdl ha già guadagnato tre punti”.

“Se io sarò alla guida del mio partito – dice ancora – potremmo riprenderci tutti i voti del 2008, i voti di quegli elettori delusi che sono ancora lì e non sono andati in altri partiti. A loro ci rivolgiamo e siamo convinti che i moderati non faranno mai prevalere la sinistra”. I rappresentanti del nuovo Centro, prosegue il leader del Pdl, “prendano delle decisioni nell’interesse del Paese”, finora “hanno prevalso gli interessi dei piccoli leader e non gli interessi generali“.

Fa orecchie da mercante Berlusconi di fronte a chi gli fa notare che dal vertice Ppe è emersa una chiara condanna di certe idee populiste e antieuropeiste. “Sono stato coccolato – dice – è la pura verità. Siamo tutti amici, sono legato da amicizie con ognuno di loro. Non sono stato processato, non c’è niente di più falso. Juncker è stato informato male da alcuni giornali italiani”, sottolinea. E farà altrettanto anche dinanzi all’invito di Napolitano a riallinearsi sulle prospettive europee.

Poi finalmente scioglie l’enigma sulla contraddizione in termini tra l’offerta di candidatura a Monti e il ritiro della fiducia al suo governo. Berlusconi la spiega così: “Da Noi non sono mai arrivate critiche a Monti personalmente, con Alfano abbiamo ribadito nell’ultimo intervento alla Camera tutta la nostra stima. Le critiche al governo dei tecnici sono per la pesante politica fiscale imposta dall’Europa” e per la necessità di una “politica di rilancio e sviluppo”.