Napolitano al Pdl: “Ma quale golpe, Camere sciolte? Scordatevelo”

di Elisa D'Alto
Pubblicato il 26 settembre 2013 11:18 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2013 14:22

Napolitano: "Dal Pdl fatto istituzionalmente inquietante"ROMA – Assurdo e grave che si evochi un colpo di Stato della magistratura contro Berlusconi. Soprattutto, il Pdl si scordi che Giorgio Napolitano scioglierà le Camere. Il presidente della Repubblica usa un tono grave e fermo per stigmatizzare le parole di Berlusconi mercoledì sera ai parlamentari Pdl.

”Non occorre neppure rilevare la gravità e assurdità dell’evocare un “colpo di Stato” o una “operazione eversiva” in atto contro il leader del PdL. L’applicazione di una sentenza di condanna definitiva, inflitta secondo le norme del nostro ordinamento giuridico per fatti specifici di violazione della legge, è dato costitutivo di qualsiasi Stato di diritto”. E’ la legge, insomma, 3 gradi di giudizio hanno riconosciuto Berlusconi colpevole e la sentenza va applicata. Punto.

E’ “dato costitutivo di qualsiasi stato di diritto in Europa” la “non interferenza del Capo dello Stato o del Primo Ministro in decisioni indipendenti dell’autorità giudiziaria”.

Napolitano diffonde una lunga nota per difendere la tenuta del governo da possibili rischi: “L’orientamento assunto ieri sera dall’Assemblea dei gruppi parlamentari del PdL non è stato formalizzato in un documento conclusivo reso pubblico e portato a conoscenza dei Presidenti delle Camere e del Presidente della Repubblica. Ma non posso egualmente che definire inquietante l’annuncio di dimissioni in massa dal Parlamento – ovvero di dimissioni individuali, le sole presentabili – di tutti gli eletti nel PdL”. Napolitano sottolinea che “ciò configurerebbe infatti l’intento, o produrrebbe l’effetto, di colpire alla radice la funzionalità delle Camere. Non meno inquietante – aggiunge – sarebbe il proposito di compiere tale gesto al fine di esercitare un’estrema pressione sul Capo dello Stato per il più ravvicinato scioglimento delle Camere”.

Ci ha pensato una notte, poi Giorgio Napolitano ha deciso di parlare. Giovedì mattina era atteso a un convegno su De Gasperi, l’ha disertato. E il motivo è proprio quello, come spiega in una nota: “Ieri sera è capitato un fatto politico improvviso cui debbo dedicare oggi tutta la mia attenzione. Dal Pdl un fatto istituzionalmente inquietante”.

Il riferimento è alla riunione del Pdl in cui nella tarda serata di mercoledì Berlusconi ha parlato di “magistratura eversiva”, ma soprattutto si è ventilata l’ipotesi di una dimissione in massa dei parlamentari Pdl.

Il presidente della Repubblica era atteso nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. Il cerimoniale del Senato era giù ad attenderlo, quando, all’improvviso, è arrivata la notizia che il capo dello Stato non avrebbe partecipato al convegno promosso dalla Fondazione De Gasperi dedicato alla figura dello statista Dc e di Konrad Adenauer. Al suo posto ha inviato un messaggio che è stato letto dalla figlia di De Gasperi, Maria Romana. In questo messaggio Napolitano si scusa per l’assenza dicendo che “ieri sera è avvenuto un fatto politico improvviso e istituzionalmente inquietante” a cui lui, oggi, dice, “devo dedicare tutta la mia attenzione”. Al tavolo del convegno è seduto anche il ministro dell’Interno e segretario del Pdl Angelino Alfano nella veste di presidente della Fondazione Alcide De Gasperi.

I deputati Pdl però vanno avanti e poco dopo la diffusione della dura nota di Napolitano iniziano una raccolta di firme per le dimissioni da consegnare al capogruppo Renato Brunetta.