Napolitano: “Penoso liquidare l’Unità d’Italia”

Pubblicato il 11 Maggio 2010 11:52 | Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2010 12:31

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità di Italia, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano pronuncia da Marsala frasi forti contro «i penosi giudizi liquidatori sull’Unità».

Napolitano ha poi commentato: «Chi si trova ad immaginare o prospettare una nuova frammentazione dello Stato nazionale, attraverso secessioni o separazioni comunque concepite, coltiva un autentico salto nel buio».

Il Capo dello Stato, sul molo del porto di Marsala, saluta le due imbarcazioni salpate da Quarto che simboleggiano lo sbarco della spedizione garibaldina del 5 maggio di 149 anni fa. Tra cori, bandierine e tricolori, Napolitano è accolto da un bagno di folla. «Le celebrazioni del 150 dello Stato nazionale sono l’occasione per determinare un clima nuovo nel rapporto tra le diverse realtà del Paese, nel modo in cui ciascuna guarda alle altre, con l’obiettivo supremo di una rinnovata e salda unità che è, siamone certi, la sola garanzia per il nostro comune futuro».

Solo unita l’Italia può crescere ed è per questo che tutte le forze devono, responsabilmente, fare appello al loro buonsenso e riconoscere il significato e le potenzialità. «Chiedo a tutte le forze responsabili che operano nel Nord e lo rappresentano, di riflettere fino in fondo su un dato cruciale: l’Italia deve nel medio e lungo periodo crescere di più e meglio, ma può riuscirvi solo se crescerà insieme, solo se si metteranno a frutto le risorse finora sottoimpiegate, le potenzialità, le energie delle Regioni Meridionali» ha detto il presidente della Repubblica.

«Le critiche – ha detto ancora Napolitano – che è legittimo muovere in modo argomentato e costruttivo agli indirizzi della politica nazionale, per scarsa sensibilità e aderenza ai bisogni della Sicilia e del Mezzogiorno, non possono essere accompagnate da reticenze e silenzi su quel che va corretto, anche profondamente, qui nel Sud». Le correzioni vanno dalla «gestione dei poteri regionali e locali, al funzionamento delle amministrazioni pubbliche, agli atteggiamenti del settore privato e ai comportamenti collettivi», ma ci sono anche delle «correzioni essenziali anche al fine di debellare la piaga mortale della criminalità organizzata».

Al fianco del Capo dello Stato, anche il presidente del Senato Renato Schifani, «emozionato da siciliano per la presenza del Capo dello Stato e lo sono anche da cittadino italiano». «Credo – ha affermato Schifani – che il Paese si accinga a celebrare in maniera unitaria e coesa questo importantissimo anniversario”. «Il Capo dello Stato – ha aggiunto – sta dando un grande esempio in un clima di grande coesione. La presenza così massiccia di gente ci spinge sempre più a credere in un Paese unito e coeso».