Napolitano, il popolo dello schifo. Allevato a pane e bufale. Social e news, l’uovo e la gallina

di Lucio Fero
Pubblicato il 27 aprile 2018 9:54 | Ultimo aggiornamento: 27 aprile 2018 9:57
Napolitano, il popolo dello schifo. Allevato a pane e bufale. Social e news, l'uovo e la gallina

Napolitano, il popolo dello schifo. Allevato a pane e bufale. Social e news, l’uovo e la gallina

ROMA – Napolitano, il popolo dello schifo. E già, perché fa schifo augurare ad uno di morire mentre è in sala chirurgica. Fa schifo invocare tortura, tormento e morte per uno che si ritiene avversario politico. Fa schifo, anche se lo fa il popolo. Fa schifo lo stesso. Anche se il popolo lo fa spesso.

Napolitano è solo l’ultimo di una lunga lista che si aggiorna ogni stagione politica. Il popolo dello schifo invoca stupri se il bersaglio è donna, impalamenti se è maschio. Si compiace di augurare annegamenti, soffocamenti, camere a gas, lancia fiamme e forni. Sorprendersi perché ora è toccato a Napolitano è stupirsi che la pioggia bagna.

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C’è però una ragione più o meno inconscia dietro questo stupore, diciamo così ufficiale. Ci si atteggia sorpresi e sgomenti per filarsela all’italiana da ogni responsabilità. Un po’ come fa il mondo del calcio e il giornalismo e la comunicazione sportiva quando una banda criminale che regolarmente abita e risiede nel cosiddetti tifo organizzata ammazza qualcuno o tenta di farlo. Ci si stupisce, si esecra, si condanna, si proclama la banda figli di nessuno.

E invece no, neanche il popolo dello schifo è figlio di nessuno. Chi è che ha smarrito, ignorato, deposto nelle sue cronache il limite del plausibile? Chi è che ha gettato alle ortiche e disdegna il limite della forma logica, della grammatica e del concetto? Chi è che ha decretato superfluo il limite della responsabilità e del dovere di capire ciò che si scrive, si pubblica, si manda in onda? Chi ha fatto dell’informazione-comunicazione uno spettacolo incosciente e del giornalismo una professione di intrattenimento?

Gratta il social abitato dal popolo dello schifo e sotto ci trovi il talk-show televisivo urlato e recitato, ci trovi la tv del dolore esibito, della coprofilia para giudiziaria. Gratta il social e il suo senza limiti, pudore e decenza e civiltà e ci trovi la sciatteria programmatica dei testi e dei titoli di molta carta stampata di sguaiata propaganda e insulto programmatico. Gratta il sociale e ci trovi il format di una informazione pigra di intelligenza e avara di cultura.

Il popolo dello schifo social è stato allevato a pane e bufale. Bufale per così dire ufficiali. Non la fake news dei buchi sulla Luna con dentro le basi delle multinazionali…No, bufale ufficiali: i titoli per far colpo e scena, i testi solo di riporto e copiatura, senza alcuna verifica, neanche di verosimiglianza, l’abdicare alla fatica di ogni vaglio e selezione.

Il popolo dello schifo social…i social e le news, l’uovo e la gallina.