“Napolitano sondò Monti già nell’estate 2011”: da Forza Italia “ira e sgomento”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 febbraio 2014 12:27 | Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2014 12:29
"Napolitano sondò Monti già nell'estate 2011": da Forza Italia "ira e sgomento"

“Napolitano sondò Monti già nell’estate 2011”: da Forza Italia “ira e sgomento”

ROMA – Le rivelazioni del giornalista Alan Friedman, che spostano indietro, all’estate, i contatti tra il presidente della Repubblica e il futuro presidente del Consiglio Mario Monti (novembre 2011) per la formazione di un nuovo governo alternativo al posto di quello guidato Silvio Berlusconi, hanno suscitato l’inevitabile e accalorata indignazione dei dirigenti di Forza Italia. Dopo l’attacco diretto del Movimento 5 Stelle che ne chiede la rimozione tramite impeachment, Giorgio Napolitano vede aprirsi un altro fronte caldo di contestazione: in gioco c’è l’onore del fondatore di Forza Italia, la prova che qualcuno tramò contro di lui, una storia politica recente da riscrivere. In questo senso, Renato Brunetta e Paolo Romani, i due capigruppo, sintetizzano lo sconcerto del gruppo di Forza Italia per quella che leggono come un’indebita alterazione del gioco democratico (nonostante la puntuta precisazione, a questo punto una giustificazione preventiva, che Napolitano ha offerto sui governi Monti prima e Letta poi che non possono essere sviliti al livello di “capricci” presidenziali).

Apprendiamo con sgomento che il capo dello Stato, già nel giugno del 2011, si attivò per far cadere il governo Berlusconi e sostituirlo con Mario Monti. Lo conferma lo stesso Monti. Le testimonianze fornite da Alan Friedman non lasciano margine a interpretazioni diverse o minimaliste. Tutto questo non può non destare in noi e in ogni sincero democratico forti dubbi sul modo d’intendere l’altissima funzione di presidente della Repubblica da parte di Giorgio Napolitano.

Ci domandiamo se sia rispettoso della Costituzione e del voto degli italiani preordinare un governo che stravolgeva il responso delle urne, quando la bufera dello spread doveva ancora abbattersi sul nostro Paese. Chiediamo al capo dello Stato – concludono – di condurre innanzitutto verso i propri comportamenti un’operazione verità. Non nascondiamo amarezza e sconcerto, mentre attendiamo urgenti chiarimenti e convincenti spiegazioni. (Renato Brunetta e Paolo Romani, capigruppo alla Camera e al Senato di Forza Italia)