Nata Sinistra Italiana: Corazzata Potëmkin contro Happy Days

Pubblicato il 8 Novembre 2015 7:43 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2015 21:01
Nata Sinistra Italiana: Corazzata Potëmkin contro Happy Days

Stefano Fassina (a ds) e, da sinistra, Alfredo D’Attorre e Nicola Fratoianni replicano in strada il comizio di apertura della Sinistra Italiana

ROMA – La “Sinistra italiana”, il nuovo gruppo parlamentare (alla Camera e al Senato) messo assieme da Sel e dai parlamentari fuoriusciti dal Pd  nata,sabato 7 novembre 2015, a Roma, con una straripante manifestazione al Teatro Quirino e con l’adesione di 31 deputati e una decina di senatori. I nomi di spicco, fra gli ex Pd, sono Stefano Fassina e Alfredo D’Attorre.

La manifestazione, anche grazie al tempo mite che riscaldava il sabato romano, è stata un successo. Come ha scritto l’agenzia Ansa e riporta la Stampa di Torino, il Teatro Quirino era stracolmo e moltissime persone sono

“rimaste fuori per motivi di sicurezza: circa 500 secondo gli organizzatori. A un certo punto Fassina, D’Attorre, Fratoianni e Scotto hanno deciso di uscire dal teatro, tra un intervento e l’altro, per “riprodurre”» l’assemblea anche all’esterno, con un “bis” improvvisato in strada. Non sono mancati momenti di tensione tra i vigili del fuoco e i militanti.

Il lungo duello fra Matteo Renzi e Stefano Fassina (chi non ricorda “Fassina, chi?”) ha avuto il suo sbocco organizzativo ma, come ha spiegato Stefano Fassina dal palco del Quirino, la nascita dei gruppi di Sinistra italiana

“non è un gioco di palazzo, ma una scelta strategica per segnare un cammino politico. Non è la prima tappa perché c’è un percorso già avviato fuori dalle aule e in questi mesi abbiamo lavorato insieme ad altre forze per costruire un partito coinvolgente, innovativo, largo e plurale che abbi ala centro il lavoro, il welfare, la scuola pubblica, la ricostruzione morale della politica”.

Primo impegno immediato lo scontro sulla legge di stabilità, il cui disegno è “sinergico al Partito della nazione”:

“C’è una questione che riguarda la credibilità di una forza politica. Bisogna specificare cosa vogliamo fare e portarlo avanti con coerenza. I nostri emendamenti saranno messaggi all’Italia. Si allargano le disuguaglianze, si impoverisce il welfare e si abbandona il Mezzogiorno”, senza mancare di rivendicare sul fronte economico una cultura keynesiana alternativa “al liberalismo da Happy days del segretario del Pd”.

Matteo Renzi ha replicato, riferisce la Stampa,

“in via indiretta pubblicando sul quotidiano di destra Il Foglio il discorso pronunciato martedì scorso ai gruppi Pd: «È un’operazione intrisa di ideologismo, non vinceranno mai. Anni di Pci insegnano che il velleitarismo è il nemico peggiore di chi ama la politica».

E Matteo Orfini: «Comunque Happy days era bellissimo. E divertente. Come deve essere la sinistra».

Andrea Marcucci: «Speriamo che non vogliano riproporre la Corazzata Potëmkin» “.