Nave Diciotti, no accordo a Bruxelles. Conte: “Ue ipocrita”. Viminale: “Non cambiamo linea”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 agosto 2018 18:15 | Ultimo aggiornamento: 24 agosto 2018 18:15
Nave Diciotti, no accordo Ue. Conte accusa ipocrisia, Viminale linea dura

Nave Diciotti, no accordo a Bruxelles. Conte: “Ue ipocrita”. Viminale: “Non cambiamo linea”

BRUXELLES – Nessun accordo è stato sancito dall’Unione europea per risolvere la situazione di stallo dei migranti sulla nave Diciotti nel porto di Catania dal 20 agosto. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Il vertice del 24 agosto si è concluso con un nulla di fatto, scatenando le reazioni del Viminale che si dice pronto a non cambiare la sua linea. Anche il premier Giuseppe Conte si è detto deluso e parla di ipocrisia da parte di Bruxelles.

Il vertice di venerdì a Bruxelles si è concluso dunque con un nulla di fatto per quanto riguarda gli sbarchi sulle coste italiane, nonostante la linea dura del ministro dell’Interno Matteo Salvini sostenuto dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio, che solo il 23 agosto aveva minacciato l’Ue di non versare i contributi se non fosse stata trovata una soluzione a questa emergenza.

La reazione del governo italiano non si è fatta attendere. Il premier Conte in un post su Facebook scrive: “L’Italia è costretta a prendere atto che l’Europa oggi ha perso una buona occasione: in materia di immigrazione non è riuscita a battere un colpo in direzione dei principi di solidarietà e di responsabilità che pure vengono costantemente declamati quali valori fondamentali dell’ordinamento europeo. Nel corso della riunione convocata d’urgenza dalla Commissione Europea e che si è appena conclusa non è stato dato alcun seguito alle Conclusioni deliberate nel corso dell’ultimo Consiglio Europeo di fine giugno. Anzi. Da parte di alcuni Stati – denuncia il premier – è stato proposto un passo indietro, suggerendo una sorta di regolamento di Dublino “mascherato”, che avrebbe individuato l’Italia come Paese di approdo sicuro, con disponibilità degli altri Stati a partecipare alla redistribuzione dei soli aventi diritto all’asilo, che notoriamente sono una percentuale minima dei migranti che arrivano per mare”.

Il premier ha poi aggiunto: “Eppure  è noto a tutti che l’Italia sta gestendo da giorni, con la nave Diciotti, una emergenza dai risvolti molto complessi e delicati. Ancora una volta misuriamo la discrasia, che trascolora in ipocrisia, tra parole e fatti. Bene. Se questi sono i “fatti” vorrà dire che l’Italia ne trarrà le conseguenze e, d’ora in poi, si farà carico di eliminare questa discrasia perseguendo un quadro coerente e determinato d’azione per tutte le questioni che sarà chiamata ad affrontare in Europa”.

Fonti vicine al Viminale invece hanno commentato: “I Paesi europei non hanno avanzato alcuna concreta apertura per risolvere il caso della nave Diciotti. Visto che l’Italia, negli ultimi anni, ha accolto 700mila cittadini stranieri, la linea del Viminale non cambia. Dalla Diciotti non sbarca nessuno. Su questo fronte il governo è compatto”.

E ancora: “Il vertice di Bruxelles si è chiuso con un nulla di fatto. Ennesima dimostrazione che l’Europa non esiste. Nessuno stato membro ha ritenuto di sottoscrivere un comunicato, anche perché non ci sono le basi di un accordo per indicare una nuova procedura standard per il soccorso, lo sbarco e la ridistribuzione degli immigrati”.