Navigli a Milano e Lungomare a Bari: sindaci indignati, ma chi doveva controllare?

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 9 Maggio 2020 10:46 | Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2020 13:41
Fase 2 e folla: Navigli a Milano e Lungomare a Bari: sindaci indignati, ma chi doveva controllare?

Navigli a Milano e Lungomare a Bari: sindaci indignati, ma chi doveva controllare? (nella foto Ansa, i Navigli a Milano il 7 maggio)

ROMA – Prima il caso Navigli a Milano, poi la folla sul lungomare di Bari. Sono queste, finora, le immagini simbolo della prima settimana di Fase 2.

Non è tanto l’assembramento e il via vai di gente (a Bari si chiama struscio), quanto la riluttanza di molte persone a usare le mascherine (o a indossarle nel modo giusto).

E allora partono gli atti d’accusa: utenti dei social, giornali e, in cima alla scala, i sindaci.

Sala a Milano e Decaro a Bari hanno guidato la schiera di Indignados: il primo cittadino di Milano si è detto “incazz**to” e ha minacciato di chiudere tutto, quello di Bari ha fatto sapere di aver mandato i carabinieri a fare multe.

Sì, ma dopo che è successo quello che è testimoniato da foto e video. Chi doveva vigilare? Le autorità che, per definizione, su territorio comunale sono coordinate proprio dai sindaci.

Lo dice qualche personaggio interpellato ad hoc (per esempio Linus in un’intervista a Repubblica), lo pensa tanta gente comune: era davvero così difficile immaginare che la movida si sarebbe concentrata ai Navigli (pieni di locali cui ora è autorizzato l’asporto) e sul Lungomare (per altro nel giorno della Festa di San Nicola)?

Alla fine per scoraggiare i riottosi della mascherina e gli irriducibili del contatto fisico sarebbe bastato piazzare qualche posto di blocco strategico (a proposito, dato l’alto dislocamento delle forze dell’ordine, possibile che nessuno si sia accorto di tutto quel movimento non proprio carbonaro e nascosto?).

Anche la minaccia di vietare il take away (by Sala) non sembra la migliore soluzione, soprattutto nelle condizioni in cui versano i commercianti dopo il lockdown forzato e prolungato.

Riprendere in sicurezza si può, basta un po’ di accortezza: e laddove il senso civico non funziona, basta ricorrere al caro, vecchio detterrente della sanzione.

Linus sui Navigli: “Perché non c’erano vigili?”

“E davvero mancato il senso civico” ma “da qualunque lato provi a esaminarla, questa vicenda è imbarazzante sia per la stupidità della gente che per la gestione — cioè la mancata gestione — da parte delle autorità”.

Così il direttore di Radio Deejay, Linus, commenta in un’intervista a Repubblica la folla e la movida sui Navigli milanesi dopo l’inizio della Fase 2.

“I Navigli sono stretti e lunghi, quindi facilissimi da controllare”, ha osservato Linus, “ti piazzi all’inizio e alla fine e puoi bloccare gli ingressi. Invece di sbottare il giorno dopo, perché Sala o chi per lui non ha mandato subito una decina di vigili urbani in più a controllare o multare?

Ci sono stati controlli nei mercati riaperti, dove un assembramento era prevedibile, non ci voleva la sfera di cristallo per immaginare che anche i Navigli si sarebbero potuti riaffollare”.

Decaro: “Ho mandato carabinieri sul Lungomare per fare multe”

Nel giorno di San Nicola, nonostante siano stati sospesi tutti gli eventi legati al patrono della città, nel centro e sul Lungomare di Bari si sono riversate tantissime persone, complice la bella giornata, creando assembramenti.

“Io – ha detto il sindaco Antonio Decaro poco fa in una diretta Facebook – ho dovuto mandare i carabinieri in alcune piazze della città a fare delle sanzioni, non possiamo stare tutti insieme, seduti sulle panchine, dobbiamo utilizzare la mascherina come fosse una cintura di sicurezza o un casco che prima non usava nessuno”.

“Il virus non se n’è andato, sta qui – ha aggiunto – e ci difendiamo se manteniamo la distanze e ci mettiamo la mascherina. Se dobbiamo uscire tutti i giorni e a tutte le ore, la città non riesce nelle aree a disposizione a contenere 320mila persone”.

“Per evitare i contagi – ha concluso – ho ancora parchi e piazzette chiuse. Sto per aprire alcuni parchi ma non ci si potrà assembrare, non possiamo più stare tutti insieme. Dimostrate di meritare la fiducia”. (Fonti Ansa, Agi, Repubblica)