Nicola Biondo, ex capo ufficio stampa M5s: “Di Maio durerebbe mezzora senza Casalino”

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2018 16:23 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2018 16:23
Nicola Biondo, ex capo ufficio stampa M5s: "Di Maio durerebbe mezzora senza Casalino"

Nicola Biondo, ex capo ufficio stampa M5s: “Di Maio durerebbe mezzora senza Casalino”

ROMA – “Luigi Di Maio durerebbe mezzora senza Rocco Casalino”. Parola di Nicola Biondo, ex capo ufficio stampa del Movimento 5 Stelle alla Camera, all’epoca “silurato” in misteriose circostanze dallo staff.

Intervistato da Paolo Bracalini per il Giornale, Biondo spiega perché Casalino è praticamente intoccabile: “Abbiamo provato mille volte a buttarlo fuori ma non c’ è stato mai verso, ogni volta arrivava il veto di Luigi e di Davide. Casalino è intoccabile perché è il custode della trasformazione del M5s da movimento a partito di Di Maio e Davide Casaleggio”. E aggiunge lapidario: “La leadership di Luigi durerebbe mezz’ora senza Casalino. Perciò si sente potentissimo e parla come se fosse il Movimento”.

Nicola Biondo è stato pari di Casalino nella scorsa legislatura: lui era capo staff della comunicazione alla Camera e Rocco al Senato. A maggio 2014 l’ex gieffino stava per essere buttato fuori: si vociferò di un imminente cambiamento nell’ufficio comunicazione dei 5 Stelle. Ma alla fine il silurato fu lui: dissero che era in ferie e non è più tornato.

“Venni così a sapere – racconta Biondo – che, appena capito che volevano farlo fuori, Rocco si era messo a piagnucolare al telefono con un direttore di tg, uno con un rapporto forte con Beppe Grillo. E poi con un famoso direttore di quotidiano. Insomma aveva smosso due pezzi da novanta per cercare protezioni. In questo Casalino è stato molto abile. Lui non esisterebbe se una larga fetta dell’informazione italiana non obbedisse ai suoi diktat”.

Ne sono prova i suoi messaggini e gli audio Whatsapp. Chi non rispetta le regole del “codice Rocco” viene tagliato fuori dall’informazione M5s. Chi invece lo asseconda è premiato con interviste esclusive e notizie in anteprima.

Quella di Casalino, spiega Biondo, è stata una una sorta di scalata al potere con metodi da Grande Fratello. E mostra al Giornale una chat Whatsapp del 2015 con l’attuale sottosegretaria all’Economia, Laura Castelli. Lei scriveva che Casalino era “diffamatore di brutto nei miei confronti, dice che i giornalisti gli raccontano che io mi sfogo con loro dei miei malumori, cosa falsa. Altri giornalisti mi dicono che è lui a chiamarli e sparlare su di me”.

Così ha mandato in “nomination” diversi parlamentari M5s che non gli erano graditi. “Casalino – racconta ancora Biondo – è diventato depositario di tutti i malumori, confidenze, sfoghi dei parlamentari, utilizzati sapientemente per consolidare ed accrescere la propria influenza”.