Cosentino: “Schifato da Berlusconi. L’ho salvato e mi ha tradito”

Pubblicato il 24 Gennaio 2013 9:29 | Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2013 9:31
Cosentino: "Schifato da Berlusconi. L'ho salvato e mi ha tradito"

Nicola Cosentino (foto Lapresse)

CASERTA – Nicola Cosentino ora si dice “schifato” da Silvio Berlusconi, ma il suo risentimento è piuttosto altalenante da quando la decisione di escluderlo dalle liste Pdl, rendendolo nuovamente un privato cittadino processabile e incarcerabile, è stata presa. Dapprima aveva giurato vendetta, a caldo, quando la delusione era ancora cocente ed è scappato via con le liste in tasca, tanto che Denis Verdini e Francesco Nitto Palma gli sono corsi dietro. Poi, dinanzi a un Berlusconi che si rammaricava di non aver potuto aiutare un “amico, vittima dei pm” come lui, non ce l’ha fatta a rompere i ponti. Nonostante tutto è rimasto un uomo del Cavaliere e del Pdl. Solo una piccola stilettata ad Angelino Alfano: “Non ho nulla contro la categoria dei perdenti di successo”. Ora invece è “schifato”, lo racconta a Conchita Sannino per il quotidiano la Repubblica, mentre il suo telefono continua a squillare: è Berlusconi che lo cerca incessantemente.

Cosentino è schifato dal Cavaliere perché “si è svenduto tutta la sua cultura garantista per un pugno di voti“. E poi si dice “pugnalato alle spalle” per questo “non muoverò un dito per questa campagna elettorale”. Non è più uomo del Pdl. Le 5 fasi del dolore le sta attraversando tutte: negazione, rabbia, autorecriminazione, depressione, accettazione.

Cosentino intervistato da Repubblica, rivendica i suoi numerosi interventi per “salvare Berlusconi: io ho sempre risolto problemi, ma non ne ho mai creati al Pdl. Faticai tanto a convincere il sindaco di Terzigno, Auricchio, ad aprire la discarica sul Vesuvio, sennò veramente affondavamo tutti nella monnezza. E meno male: allora non c’erano le navi di rifiuti verso l’Olanda. Poi sì, tranquillizzai quelle ragazze…” Lui è quello che “ha messo a tacere le famiglie di Noemi Letizia e di Roberta Oronzo quando la parola “olgettina” non esisteva, quando un eventuale racconto di quelle minorenni minacciava tutto ciò che aveva costruito l’ex premier”.

Possibile che fosse in trappola e non l’ha capito, si domanda Conchita Sannino?

“Più ci ragiono, più l’ipotesi di un piano a tavolino si fa strada. Eliminarmi all’ultimo per evitare ogni contraccolpo. Mah. Berlusconi ha subito una specie di mutazione genetica, io non l’avrei ritenuto capace di calcoli miseri. Poi, sia chiaro, io non ammazzo il padre, ha le sue capacità, resta lucido e freddo. Il punto è che Cosentino, con tutti i suoi limiti e col marciume che vogliono buttargli addosso, mai avrebbe fatto questo”. Squilla il cellulare, è la fedelissima addetta stampa Paola Picilli, appena divertita: “Senti, il Presidente non ce la può fare che tu non rispondi alle telefonate. Dice che vorrebbe avere “esclusivamente l’opportunità di dirti grazie!””. Cosentino: “Ah sì. Digli che non mi trovi. Anzi no, digli che mi hai trovato ma voglio stare tranquillo”. Chiude: “Ai miei tempi si diceva: è il minimo sindacale”