Mancino sulla riforma della giustizia: “Due Csm sono inutili”. Il ministro Alfano frena

Pubblicato il 8 Aprile 2010 12:50 | Ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2010 13:34

“Non sono per due Csm e non ne vedo l’utilità. Pur trattandosi ancora di bozze , non sono favorevole a due organismi rappresentativi che accentuerebbero l’isolamento del pubblico ministero”.

Il vice presidente del Csm Nicola Mancino, rende noto l’Ansa, boccia con queste parole l’ipotesi contenuta nella bozza di riforma della giustizia presentata ieri dal Guardasigilli Alfano al premier Berlusconi.

Sulla separazione delle carriere Mancino dice: “E’ noto come la penso, reputo che si potrebbero anche separare le carriere e non necessariamente creare due Csm. Aspetterei però di conoscere il testo completo”.

Il ministro della Giustizia Alfano. Intanto, il ministro Angelino Alfano frena sulla riforma costituzionale della giustizia. “Non c’é ancora un testo da presentare alle Camere perché stiamo lavorando all’interno della Costituzione con grande misura e ponderatezza”, dichiara il Guardasigilli.

Il ministro ha ribadito che non c’é ancora alcun testo pronto. “Interveniamo sulla Costituzione, quindi stiamo riflettendo sul testo più equilibrato, ha spiegato, l’ago della bussola è comunque orientato verso la parità tra accusa e difesa”. Alfano ha quindi precisato: “Non credo sia utile e giusto almanaccare su forme ipotetiche che poi non troveranno riscontro nella realtà. Intendiamo salvaguardare l’autonomia della giurisdizione e proprio per questo stiamo lavorando per far sì che i cittadini abbiano una giustizia rapida e un processo giusto”.

Il ministro ha quindi sottolineato l’obiettivo al quale mira il Governo: “assicurare una parità effettiva tra accusa e difesa. Il cittadino non può essere soccombente rispetto all’accusa nel processo, ma deve avere gli stessi diritti gli stessi poteri e gli stessi doveri della pubblica accusa, ha aggiunto, è’ chiaro che partendo da questo presupposto ci muoviamo nel solco della riforma costituzionale”.