Nicole Minetti e Barbara Faggioli, il sogno: “Fare come Mara Carfagna”

Pubblicato il 7 Febbraio 2011 18:41 | Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2011 18:41

Nicole Minetti

ROMA – Il modello di alcune delle frequentatrici di Arcore è Mara Carfagna. Lo ha scritto, intercettazioni alla mano, Antonio Massari sul Fatto quotidiano. Le “arcorine” in questione sono il consigliere regionale lombardo Nicole Minetti e la venticinquenne Barbara Fagioli.

Tra ambizione entusiasta  e stanchezza depressa, il passo, per Nicole Minetti sembra breve. Bastano cinque mesi, quelli che separano agosto 2010 da gennaio 2011. Ad agosto, infatti, la Minetti parla con la Faggioli e punta decisamente in alto: “Ah bè m’ha chiamato di domenica e m’aveva chiamato per farmi i complimenti, perché tutti gli dicevano che ero bravissima e tutte ‘ste cose, ha detto: oh, mi raccomando eh! Cioè, allora, sei dei miei, di qua di là …”. “Sì, anche a me l’ha detto”, risponde Barbara, “me l’ha detto davanti alla Rosi, a Maria Rosaria Rossi (deputata del Pdl, ndr)”. Ad agosto la Mi-netti era fiduciosa: “Vediamo. Comunque meno male un po’ di gavetta l’ho fatta”.

Quindi la Minetti arriva al suo punto di riferimento, Mara Carfagna: “Non pensare che Mara (Carfagna, ndr) ne abbia fatta tanta di più”. “Ma stai scherzando?”, la interrompe Barbara, “prima di diventare ministro è stata un anno in Parlamento amore!”. La Minetti, però, spera nella scorciatoia: “Se si va a elezioni a dicembre io ci son stata sei mesi”. La Faggioli, invece è più pessimista: “Ma è appena uscita la roba tua! (…) e poi lui, adesso è un momento delicatissimo (…). Non è questione di gavetta o meno, te l’assicuro”.

A gennaio, però, l’umore della Minetti è decisamente diverso. Il caso Ruby è scoppiato e il presidente del Consiglio, sempre in base alle intercettazioni, è molto più difficile da raggiungere al telefono. La Minetti “realizza”, ed è un’epifania amara: ““Lui pensa di avermi messa lì (al consiglio regionale, ndr) e di avermi fatto contenta, che a me non me ne fotte un cazzo”.“Tesoro – dice Nicole -, se noi riusciamo a fare quella cosa di cui ti ho parlato… io do le dimissioni, cioè, sta roba (la politica, ndr) è una roba che ti rovina la vita, ti rovina i rapporti, ti logora… devi avere un pelo sullo stomaco come una casa…”.

Il punto, spiega Massari,  “è che se a Nicole non gliene “fotte un cazzo”, a Berlusconi gliene importa anche meno”, ed è la stessa Nicole ad ammetterlo: “A lui non gliene frega niente, io ho capito questo. (…) Per la prima volta – riflette la Minetti – ho realizzato che lui non mi ha dato quel ruolo perché pensava che io fossi idonea e adatta. Mi ha dato quel ruolo – continua a riflettere – perché in quel momento è la prima cosa che gli è venuta in mente”. Non solo. “E se non ci fossi stata io, ma ci fosse stata un’altra – conclude – l’avrebbe dato a un’altra”.

Del resto, qualche titubanza “sull’andare a Roma” la Minetti ce l’aveva anche prima, ad agosto: “Vuoi la verità? Sai che io non ci andrei a Roma? Ba’, chi cazzo me lo fa fare? Pensaci. Alla fine guadagnerei uguale, perché guadagni duemila euro in più. Chi se ne frega per duemila euro. Io me ne sto lì dove sono. Tanto poi io sto da Dio lì. C’ho la mia casa, la mia palestra, c’ho il mio fidanzato”.

La Faggioli, invece, a Roma ci sarebbe andata di corsa. Non di servizio della cosa pubblica si tratta ma di mancanza di alternative: “Di prossimo immediato c’è questo e basta per me. Le regionali son tra cinque anni. E non penso che ho la voglia di aspettare. Cinque anni! A trent’anni. Noo. Le parlamentari o son tra due anni e mezzo, o sono adesso, o sono di nuovo tra cinque anni per me. Quindi io devo sperare di entrare o adesso o tra due anni e mezzo. No? Capito?”.