Da Nicole Minetti a Lele Mora: tutti volevano “prendersi cura” di Ruby

Pubblicato il 2 Marzo 2011 16:59 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2011 16:59

Ruby

ROMA – Tutti volevano prendersi cura di Ruby, da Nicole Minetti all’agente Lele Mora. E’ la tesi sostenuta, sul quotidiano La Repubblica, da Pietro Colaprico ed Emilio Randacio. La ricostruzione dei due, verbali alla mano, comincia qualche giorno dopo la fatidica notte tra il 27 e 28 maggio, quella con Ruby in Questura e Silvio Berlusconi che telefona chiedendone il rilascio.

La ricostruzione di Repubblica parte dal 5 giugno quando la minorenne marocchina finisce di nuovo per aver a che fare con la polizia.  Per Colaprico e Randacio, quando Ruby finisce alla clinica De Marchi a Milano è “pesta e senza casa”. Si attivano le procedure ordinarie e la minorenne finisce provvisoriamente in una comunità. Ci resta, come se nulla fosse, per 10 giorni. Poi “il giorno 15 giugno – mette a verbale P.G.  una delle assistenti sociali del Pronto intervento minori di Milano – verso le ore 13, la minore arrivò in questo ufficio in taxi senza preavviso. Mi dichiarò che vi erano delle persone adulte che si volevano occupare di lei. Citò in particolare Nicole Minetti e altri due nuclei familiari da lei non meglio identificati”.

La domanda che si pone Repubblica è semplice: chi è che mente? Ruby oppure Nicole Minetti che, sotto interrogatorio, nega di aver visto la marocchina al di fuori delle cene di Arcore?  “Concordammo con la minore – prosegue l’assistente sociale – di vederci in ufficio insieme con la Minetti mercoledì 16 giugno alle ore 16. Ruby aveva in mano 300 euro in contanti”.

Sempre in quei giorni, proseguono i due giornalisti, di Ruby si occupa anche Lele Mora. Un uomo, spiega sempre l’assistente sociale, “si presentò come Lele Mora e dichiarò di voler aiutare la minore. E aggiunse che sapeva dell’appuntamento dato alla minore stessa e alla Minetti”. Mora che non è libero il 16 fissa un appuntamento “nei giorni successivi”, per la precisione il 21 giugno, alle 10, negli uffici comunali di largo Treves- Mora si presenta a P.G.: “In questa circostanza consegnò copia del verbale d’affidamento della minore alla Minetti, redatto da personale della questura il 28 maggio 2010”.

Per Repubblica il quadro è chiaro: “Più si conoscono questi verbali, più si capisce perché il premier avesse il terrore che la “scappata di casa” uscisse dal circolo chiuso di Arcore e parlasse con qualche detective serio. Ruby è una che non riesce a non raccontare di essere entrata nella “reggia” di Villa San Martino, lei diciassettenne invitata dal premier ultrasettantenne. Se è questa una delle informazioni che Mora e gli altri vogliono impedire che circoli, bisogna dire che c’erano quasi riusciti””.