Nino Spirlì nuovo governatore della Calabria, quello del “negro e frocio finché campo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Ottobre 2020 13:31 | Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2020 15:36
Nino Spirlì nuovo governatore della Calabria, quello del "negro e frocio finché campo"

Nino Spirlì nuovo governatore della Calabria, quello del “negro e frocio finché campo”

Il nuovo governatore della Calabria dopo la morte di Jole Santelli è Nino Spirlì, quello che disse: “Dirò negro e frocio finché campo”.

Nino Spirlì, attuale vicepresidente della Giunta regionale della Calabria, guiderà la Regione fino alle prossime elezioni. Dopo la morte di Jole Santelli è lui che dovrà guidare la regione Calabria.

Vicino alla Lega, omosessuale dichiarato, è stato sempre molto impegnato nel settore della cultura. Nel suo curriculum compaiono diverse esperienze, tra cui scrittore, autore di format Tv e soggetti cine-televisivi, attore di teatro e regista, editorialista.

Spirlì è un personaggio eccentrico, nominato da Jole Santelli e difeso dalla governatrice anche dopo le aspre critiche per alcuni termini ritenuti eccessivi e utilizzati nel corso di un convegno. A lui erano state assegnate le deleghe cultura e commercio. Ora, invece, fino alle prossime elezioni, assume la carica di presidente facente funzioni.

“Negro e frocio finché campo”

Nino Spirlì due settimane fa ha partecipato a un dibattito a Catania sostenendo le sue tesi sulla presunta dittatura culturale di chi “vuole cancellare le parole”. “Ci stanno cancellando le parole di bocca, come se dire ‘zingaro’ sia già un giudizio negativo. Con ‘negro’ è la stessa cosa, perché in calabrese dico ‘nigru’ per dire negro, non c’è altro modo”.

Scroscianti gli gli applausi che erano alzati dalla platea a sostegno della tesi del leghista. “Nessuno può venirmi a dire che non posso usare la parola “ricchione” perché è omofoba. Io lo dico e guai a chi mi vuole impedire di usare questa parola”. Spirlì, che si è dichiarato “omosessuale a tempo perso”, si è poi scagliato contro quella che ha definito “la lobby frocia, che ti impedisce di chiamare le cose col loro vero nome”.

“Siamo nell’era della grande menzogna. Ci sono bruttissime lobby e quella a cui avrei dovuto appartenere io è la peggiore: la lobby frocia. Questi son capaci di prendere la bibbia e bruciarla. Sono nazisti che cancellano le parole. Io userò le parole negro e frocio finché campo”. 

Spirlì concluso il suo discorso mostrando in sala un rosario “che mi hanno regalato le suore” non prima, però, di dire che “userò le parole negro e frocio fino all’ultimo dei miei giorni. Che fanno, mi tagliano la lingua per impedirmelo?”. (fonte Agi e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)