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Tav, lettera di minacce a Stefano Esposito. Lui: “Legittimati da M5S e Vendola”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Luglio 2013 18:55 | Ultimo aggiornamento: 23 Luglio 2013 18:55
Tav, lettera di minacce a Stefano Esposito. Lui: "Legittimati da M5S e Vendola"

Tav, lettera di minacce a Stefano Esposito. Lui: “Legittimati da M5S e Vendola”

ROMA – Nuove minacce per Stefano Esposito, senatore del Pd noto per le sue posizioni a favore della linea ad alta velocità Torino-Lione. Poco prima di partire in aereo per Roma, il parlamentare ha trovato nella buca delle lettere una busta con una lettera in cui si usano toni intimidatori nei confronti suoi e della sua famiglia. ”Ormai la tua vita – dice un passaggio del testo, firmato con la stella a cinque punte che ricorda quella delle Brigate Rosse – non vale più niente”.

La lettera, che è stata presa in consegna dalla Digos di Torino, prosegue dicendo che ”il popolo si è organizzato. Sei il primo della lista. Nessuno è in grado di proteggerti”. Le contestazioni vanno però oltre quella sulla Torino-Lione. Nella lettera si sostiene che Esposito abbia scelto di seguire ”tutte le lobby peggiori”: Tav, F35, Terzo Valico. E’ poi accusato di essere ”servo di Ltf” e di ricevere soldi da Gianni De Gennaro, ex capo della polizia ora ai vertici di Finmeccanica. ”Sappiamo tutto. Non hai scampo”, conclude la lettera.

”Io non ho paura perché questi sono buoni solo dietro una maschera antigas in 200 a fare il tiro al poliziotto. Nella vita mi sono scelto questa battaglia e li aspetto, vengano pure”. Così il senatore del Pd Stefano Esposito a ”La Zanzara” su Radio 24 interviene commentando le minacce di morte. ”Quando li trovi fuori – dice Esposito – cambiano strada. Venghino, venghino, che ci posso fare?”. ”Queste persone – osserva ancora il parlamentare – sono legittimate da alcuni partiti, forze politiche e personaggi: Cinque Stelle, Vendola e Rifondazione Comunista che parla di occupazione militare. Ci rendiamo contro di cosa è diventata la val di Susa? Camion bruciati ogni giorno, siamo alla mafia senza pizzo”.