No Vax sconfitti ma non morti. Zig-zag di governo: no vaccini no scuola, ma autocertificazione lunga

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 6 settembre 2018 13:27 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2018 13:27
vaccini

Vaccini (Ansa)

ROMA – No vaccini, no scuola…ma con la scappatoia dell’autocertificazione. Maggioranza e governo timonano a zig-zag sull’argomento vaccini: prima la cancellazione-rinuncia all’emendamento che aboliva sanzioni e mandava in classe e in paradiso i No Vax. Poi, nel giro di qualche ora (pressioni No Vax?) altro emendamento spunta che prolunga validità autocertificazioni a tutto il 2019. Però anche Carabinieri, Nas a verificare che autocertificazioni non siano fasulle come da qualche istruzione No Vax sul web.

Insomma zig-zig nervoso assai di maggioranza e governo. Che però hanno accettato il principio che senza vaccino a scuola dagli zero ai sei anni non si entra. Non era scontato. No vax e scienza medica non mancava dentro M5S soprattutto chi li voleva in par condicio per così dire legislativa. Alla fine non è andata così: alla vigilia delle prime campanelle un nuovo emendamento al Milleproroghe presentato dai relatori Vittoria Baldino e Giuseppe Bompane, dei Cinquestelle, ripristina di fatto l’obbligo vaccinale per chi vuole e deve frequentare la scuola. L’obbligo era stato introdotto dall’ex ministra Beatrice Lorenzin e prima criticato e poi accantonato dall’attuale maggioranza di governo che, con il cosiddetto ‘emendamento Taverna’, aveva eliminato le sanzioni per chi non fosse in regola. Ieri, con buona pace dei No-Vax cui sia Lega che Cinquestelle avevano strizzato l’occhio in campagna elettorale, la marcia indietro: senza vaccini non si entra alla materna e al nido e si prende una multa da 100 a 500 euro alla scuola dell’obbligo.

“Nei confronti della scienza non possiamo esprimere indifferenza o diffidenza verso le sue affermazioni e i suoi risultati”, aveva detto giusto ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aggiungendo: “non sempre l’uomo interpreta bene la parte di Ulisse alla ricerca della conoscenza e nel saper distinguere il vero dal falso”. E in questo caso il falso era ed è che i vaccini siano pericolosi, mentre chiarissimi sono invece i benefici che portano a tutti. A confermarlo è stato anche il presidente della Commissione vaccini voluto proprio dai Cinquestelle e nominato dall’attuale ministra Giulia Grillo che, come tutti gli esperti che si erano pronunciati prima di lui, ha bocciato l’idea di eliminare l’obbligo. Ritenendo una simile scelta semplicemente sbagliata.

Restano, da parte dei Cinquestelle e verosimilmente anche della Lega, diversi dubbi e perplessità sull’impianto legislativo varato dalla Lorenzin. La maggioranza chiede infatti che la questione dell’obbligo vaccinale venga comunque rivista, ma con un “progetto di legge di iniziativa parlamentare”. Una proposta in questo senso, quella che è stata battezzata “obbligo flessibile“, è stata depositata lo scorso agosto e sarà probabilmente discussa nelle prossime settimane. Ed è stata la stessa Baladino a spiegare: “Abbiamo presentato un emendamento al Milleproroghe in materia di vaccini che sopprime quello già approvato ad agosto al Senato. Questo al fine di trattare le politiche vaccinali con un provvedimento normativo ad hoc: il ddl che abbiamo già depositato al Senato e di cui si inizierà l’esame nel più breve tempo possibile”.

E mentre il mondo della politica sottolinea soprattutto la marcia indietro del governo con il segretario dem Maurizio Martina che commenta: “Dietrofront di Lega e Cinque Stelle, sui vaccini è stata battuta la loro visione oscurantista. Resta l’obbligo. Grazie alle tantissime famiglie che si sono battute come noi per il diritto alla salute dei bambini e per la scienza”. A far festa è il mondo scientifico che vede le ragioni della scienza vincere una battaglia in quella durissima guerra tra ragione e magia che si combatte da alcuni millenni. “Si tratta di una vittoria della scienza su ignoranza e pregiudizio – ha detto l’ex ministra alla Salute Beatrice Lorenzin – grazie al mondo scientifico, della scuola e della cultura e grazie alle forze politiche che si sono battute per ristabilire il primato della salute collettiva. Un abbraccio alle coraggiose mamme di Iovaccino”.

Mentre per l’associazione nazionale presidi quella del nuovo emendamento “è una buona notizia che denota sensibilità da parte del Parlamento rispetto alle ragioni da noi esposte in audizione davanti alle commissioni della Camera: avevamo rappresentato come Associazione presidi che l’ammissione negli asili e nelle scuole dell’infanzia dei bambini non vaccinati avrebbe comportato un rischio per la salute di quelli immunodepressi. È una grande vittoria di civiltà”.