Nominati Berlinguer e gli altri direttori. Coincidenza perfetta tra potere politico e Cda Rai

Pubblicato il 1 Ottobre 2009 17:29 | Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre 2009 17:29
Bianca Berlinguer

Bianca Berlinguer

Bianca Berlinguer è il nuovo direttore del Tg3, Alberto Maccari è il nuovo direttore della Tgr, cioè dei notiziari regionali della Rai, Daniele Renzoni è il nuovo direttore di Rai International. Questi nomi li avevamo già letti, da giorni, anzi da settimane, anzi da mesi. Così come si era letto a suo tempo, molto tempo prima della nomina, quello di Augusto Minzolini al Tg1 e di Mario Orfeo al Tg2. Li avevamo letti sui giornali e dove li avevano letti a loro volta i giornali? Sulla bocca dei politici di governo e di maggioranza che potevano, sceglievano, indicavano e sapevano. O  addirittura i giornali li avevano letti, nero su bianco, sui foglietti che diligentemente riportavano le decisioni, la mappa scritta, il pro memoria che uscivano dalle riunioni di politici che potevano, indicavano, sceglievano…

Non c’è stato errore nella lettura, non c’è stata differenza tra le chiacchiere, i foglietti e le decisioni (?) del Consiglio di amministrazione Rai. Ora, delle due l’una: o il presidente, il direttore generale e i consiglieri di amministrazione dell’azienda hanno per una loro autonoma e indipendente strada raggiunto lo stesso esito, oppure hanno ratificato, più o meno volentieri, decisioni altrui. Proviamo a credere alla coincidenza, coincidenza nella doppia accezione del termine. Coincidenza come evento casuale, insomma nessun rapporto di causa-effetto tra quello che volevano governo e maggioranza, e un po’, per quel po’ che poteva, anche l’opposizione e quel che il vertice Rai di sua spontanea riflessione ha deliberato. Così ci è stato detto più volte, così ha detto più volte il presidente Garimberti. E coincidenza nel senso che, per coincidenza, le due volontà, quella della politica e quella dell’azienda hanno coinciso, combaciato fino all’ultimo nome e cognome.

Oppure possiamo non credere alla coincidenza, almeno alla prima. Non è stata una coincidenza che volontà politica e nomine abbiano coinciso, è stata la legge, l’unica legge che in Rai è netta e indiscutibile come quella di gravità. In questo contesto, tanti auguri ai professionisti diventati direttori, ne hanno bisogno. Resta alla Rai da trovare qualcosa da fare ai sostituiti, qualcosa che giustifichi il ruolo e lo stipendio. Resta da risolvere la pratica Rete3, ma sui giornali già si è letto più di qualcosa in materia. E resterebbe da spiegare perché e per far cosa si cambia, qual è la logica dell’avvicendamento. Ma a ben guardare è una domanda senza senso: si così perché così si vuole lassù dove si puote. E quel lassù non è il settimo piano di Viale Mazzini.