Nucleare in casa mai. Zaia, Lombardo, Formigoni, Caldoro: i governatori dicono no

Pubblicato il 16 Marzo 2011 10:11 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2011 10:17

Luca Zaia

ROMA – Il Veneto di Luca Zaia, la Lombardia di Roberto Formigoni, la Campania di Stefano Caldoro e la Sicilia di Raffaele Lombardo: la trincea dei governatori del “partito” nucleare in casa? No, grazie si fa sempre più affollata.

Dopo il terremoto in Giappone e l’incubo della nube radioattiva, in vista del referendum le Regioni si ribellano all’atomo. Sono le prime a storcere il naso, a fare vedere che nel Pdl avanza il fronte di chi non vuole nuovi impianti sul proprio territorio.

Nel decreto del governo che fissava la mappa dei possibili siti per le nuove centrali c’era il parere negativo di tutti tranne Lombardia, Piemonte, Campania e Veneto. Poi sono arrivate a pioggia le precisazioni:  “Fino a quando ci sarò io è e sarà sempre no all’ipotesi di ospitare una centrale nucleare, il Veneto non ha le caratteristiche necessarie”, ha detto Zaia.

Formigoni ha spiegato: “Siamo autosufficienti nella produzione di energia e di questo bisognerà tenere conto quando si penserà alle nuove localizzazioni  ma bisogna notare anche che le centrali del Giappone sono obsolete. Senza dimenticare che il Giappone è terra altissimamente sismica”.

Il governatore della Campania, Stefano Caldoro (Pdl) ha ricordato: “Proprio oggi (ieri, ndr) c’è stata una scossa del terzo grado nel beneventano – ha detto – ma c’è un gap energetico da colmare e non bisogna fare scelte ideologiche”. E se arrivasse una centrale in Campania? Secondo le indiscrezioni nella lista dei possibili siti c’è n’è anche uno sul Garigliano. “Le condizioni morfologiche della Campania non lo consentono – aggiunge Caldoro – decideranno gli esperti, ma non mi risulta che il governo pensi a una centrale da noi”.

Lombardo ha precisato: “Abbiamo scelto queste date nella speranza che possano coincidere con quelle scelte per i referendum e contando sul fatto che la coincidenza possa essere volano di alta partecipazione anche in considerazione dell’importanza dei quesiti referendari. In particolare mi auguro che dalle urne esca un deciso ‘no’ al nucleare contro il quale la Sicilia si è già espressa”.