Nucleare. Veronesi propone la moratoria: “Ma non rinnego l’atomo”

Pubblicato il 19 Marzo 2011 10:40 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2011 10:53

Umberto Veronesi

ROMA – Umberto Veronesi, visto il disastro in Giappone, sul nucleare fa marcia indietro, ma corta: propone la moratoria ma non rinnega l’atomo. ”La politica per sua natura può avere ripensamenti, la scienza deve invece pensare più a fondo”. E’ la premessa da cui parte l’oncologo e presidente dell’Agenzia per il nucleare, che in un intervento pubblicato su Repubblica precisa le sue ragioni di una ”pausa di riflessione” sul nucleare, pur non rinnegando l’atomo.

L’ex ministro della Salute afferma che la lezione di Fukushima, ”il primo grave incidente di progettazione nucleare della storia”, impone di ”rivedere la strategia nella progettazione degli impianti nucleari”.

”Il che non vuol dire – prosegue – ripensare o tornare sui propri passi, ma capire il problema alla radice, avere il coraggio di riconoscerlo e sforzarci di superarlo. Se è vero che senza l’energia nucleare il nostro pianeta, con tutti i suoi abitanti, non sopravvivere, non dobbiamo fare marcia indietro, ma andare avanti, ancora piu’ in la’, con la conoscenza e il pensiero scientifico”.

La scelta dell’energia nucleare è per Veronesi ”inevitabile” e quel che occorre è ”garantirne al massimo la sicurezza per l’uomo e l’ambiente”. ”Abbiamo per anni sostenuto che gli impianti di ultima generazione sono sicuri – prosegue – e con un rischio di incidente vicino allo zero. Oggi il Giappone ci impone di riconsiderare criticamente questa convinzione”.

Per l’oncologo andrebbero studiati meglio anche reattori più piccoli e modulari versus le centrali di grossa taglia. Fukushima impone anche di pensare ”fuori dalle logiche nazionali. E’ evidente ora che i piani energetici devono essere discussi a livello internazionale. In Italia – conclude Veronesi – ci troviamo nella circostanza favorevole di partire da zero e quindi di poter scegliere, senza fretta, il modello strategico migliore”.