Nunzia De Girolamo, la deputata Pdl favorevole all’arresto di Milanese

Pubblicato il 14 Luglio 2011 9:26 | Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2011 9:26

Nunzia De Girolamo (foto LaPresse)

ROMA – E’ considerata una berlusconiana di ferro ma sull’arresto di Marco Milanese, deputato Pdl coinvolto nell’inchiesta sulla P4, la pensa in modo decisamente originale. Nunzia De Girolamo, infatti, intervistata da Luca Telese per il Fatto Quotidiano invoca la libertà di coscienza. Un modo sobrio, neppure troppo velato, per dire che ha intenzione di votare sì all’arresto del deputato vicino a Tremonti.

Per giustificare la sua scelta, la deputata cita la svolta “legalista” di Angelino Alfano: “Se vogliamo fare il partito degli onesti – spiega la Di Girolamo a Telese – e io ci credo davvero, dobbiamo dare dei segnali forti che la legalità è un nostro riferimento importante e cruciale: il che significa approfondire le richieste che vengono dai giudici sebbene riguardino dei colleghi. Inoltre credo che sia opportuno selezionare attentamente la classe dirigente tenendo le antenne dritte, percependo i segnali, approvando un serio codice etico”.

Applicato al caso Milanese il discorso della De Girolamo significa “dobbiamo solo chiederci, c’è un fumus persecutionis?”. La deputata non ne è convinta: “Ci sono rivelazioni inquietanti che ovviamente vanno riscontrate nelle carte. Ci sono particolari, direi, un po’ grotteschi, dalla suite alle carte”.

Legge uguale per tutti, parlamentari e non, insomma. Con un’eccezione. Quella di Silvio Berlusconi. “Io sono convinta – spiega la De Girolamo – che il caso di Berlusconi sia una storia a sé, perché dal punto di vista politico e simbolico evoca i tratti della persecuzione giudiziaria, dell’accanimento monomaniacale di alcuni pm”. Per Milanese e gli altri, però, il ragionamento non vale: “Per tutti gli altri esponenti del nostro partito devono valere le leggi che valgono per i comuni mortali. Non è possibile che facendosi scudo del caso Berlusconi, unico e irripetibile, qualcuno cerchi di farsi scudo per presunti reati comuni”.

Infine la questione Alfonso Papa, sul cui arresto è attesa la decisione della giunta per giovedì 14 luglio. Per la De Girolamo tra il caso Milanese e quello Papa “c’è una differenza. Nel caso di Papa – penso al filmato proiettato nella sede del nostro gruppo dall’onorevole Sisto, un lavoro che supera i limiti imposti dalle prerogative. Quindi anche se non penso bene di quello che viene addebitato a Papa, le modalità in cui è stata condotta l’inchiesta rischiano di prefigurare un qualche fumus”.