Politica Italia

Nunzia De Girolamo “interrogata” alla Camera sulla spy story alla beneventana

Nunzia De Girolamo "interrogata" alla Camera sulla spy story alla beneventana

Nunzia De Girolamo “interrogata” alla Camera sulla spy story alla beneventana

ROMA – Nunzia De Girolamo “interrogata” alla Camera sulla spy story alla beneventana. Non ci sarà un voto sulle parole con cui il ministro De Girolamo cercherà di difendersi oggi in Aulla in Parlamento: risponderà alle interrogazioni, la mozione di sfiducia M5S (su cui potrebbero convergere anche i deputati Pd)  non  è ancora calendarizzata. Il ministro si dice sereno, ha l’appoggio di Enrico Letta e la solidarietà del ministro Cancellieri: ma il cordone di sicurezza è circoscritto al Governo, perché in Parlamento solo il suo partito la difende, con Pd e Scelta Civica che preferirebbero un passo indietro volontario. L’eventualità di un rimpasto, a partire proprio dalla De Girolamo, è sempre meno remota, perché i renziani cavalcano la vicenda in funzione anti-Letta, Scelta Civica non nega l’interesse a una maggiore presenza nel Governo e le difficoltà del ministro rappresentano un’opportunità.

In ogni caso, dal lato dell’inchiesta,  si tinge sempre più di giallo il caso De Girolamo. A metà tra spy story di provincia e ‘feuilleton’, tra registrazioni inedite, complotti veri o presunti, accuse reciproche e avvocati che mollano il mandato, non mancano i colpi di scena. E’ un giallo, così, la conversazione resa nota ieri in cui l’ex direttore amministrativo dell’Asl di Benevento, Felice Pisapia, mette in guardia l’allora deputato del Pdl Nunzia De Girolamo da un complotto “per inguaiarla” ordito dall’esponente locale del Pd Umberto del Basso de Caro, assieme all’ex vicesindaco missino ora legale dell’Asl, Roberto Prozzo, e all’attuale dg dell’Asl, Michele Rossi, il dirigente vicino politicamente alla De Girolamo cui il ministro si rivolge nelle registrazioni emerse nei giorni scorsi quando affronta alcune questioni relative alla gestione della sanità nel Sannio.

In città si parla molto dello strano trio (un socialista, un fascista di provata fede e un ex democristiano ora in Fi) e di questo ‘affaire’ che ogni giorno diventa più intricato. E oscuro. Tace la procura che ha disposto l’acquisizione della registrazione della conversazione che non era tra gli atti già depositati. “Lasciateci lavorare” ha detto stamani il procuratore Giuseppe Maddalena. Ma l’impressione è che anche i magistrati siano rimasti spiazzati dalla nuova conversazione di cui non si conosce la provenienza, ne’ chi ne sia l’autore, e che viene fatta risalire al 20 novembre 2012. La diffusione del file ha avuto come prima conseguenza la rinuncia al mandato del difensore di Pisapia, Vincenzo Regardi.

Quanto ai diretti interessati negano ogni partecipazione ma le reazioni sono diverse: mentre il deputato Pd Del Basso De Caro rincara la dose – “una patacca, un tarocco” – mettendo in dubbio l’originalità del file, e anche Rossi nega ogni incontro, un altro dei presunti cospiratori, l’avvocato Roberto Prozzo, pur parlando di “delirio puro” e di “colloqui che non ci sono mai stati”, ritiene plausibile la conversazione Pisapia-De Girolamo col periodo storico al quale viene ricondotta: “Risale – dice l’ex vicesindaco di Benevento nella giunta Viespoli – al periodo in cui Pisapia sapeva di avere i giorni contati. Secondo me era il tentativo estremo del direttore amministrativo (ai ferri corti con il direttore generale dell’Asl Rossi – ndr) di convincere la De Girolamo che il suo uomo all’Asl in realtà congiurasse contro di lei. Pisapia stava per essere messo alla porta, cosa che avvenne nel dicembre 2012, e voleva salvare il posto di lavoro inventando la storia del complotto”.

Ma anche che si parlasse in città della registrazione di alcuni colloqui tra lui, De Caro e Rossi, non è proprio una novità. E’ lo stesso Prozzo a confermarlo: “Nel settembre del 2012 – riferisce – un amico mi disse che Pisapia faceva girare la voce dell’esistenza di alcune registrazioni di me a colloquio con Del Basso de Caro e Michele Rossi. La voce che Pisapia faceva girare è che noi tre formassimo una sorta di direttorio che gestiva le cose dell’Asl. La cosa comunque rimase confinata in un passaparola, un chiacchiericcio di paese, e dei colloqui mai nessuna traccia”.

Prozzo, che annuncia la presentazione di un dossier sul conto di Pisapia, parla anche dell’Asl come “di un bancomat per alcuni avvocati amici” riferendo di parcelle molto consistenti elargite (una da 750 mila euro bloccata in extremis), la stragrande maggioranza delle quali in favore di un unico legale. Un aspetto, questo, su cui la procura sta già indagando. Complotto o no, chi ora confida in un messaggino riparatorio da parte del ministro De Girolamo è Clemente Mastella: “Non essendo io tra i complottardi – dice – mi aspetto da chi mi ha dato dell’uomo di m…. un sms di scuse e un mazzo di fiori”. Un po’ spy story, e un po’ feuilleton.

To Top