Nunzia De Girolamo indagata? Repubblica: “Prima Rossi, tra poco tocca a lei…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 gennaio 2014 9:32 | Ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2014 13:10
Asl Benevento, Nunzia De Girolamo tra gli indagati

Asl Benevento, Nunzia De Girolamo tra gli indagati (Foto LaPresse)

BENEVENTO – Nunzia De Girolamo è indagata nell’ambito dell’inchiesta sulla Asl di Benevento? Secondo fonti vicine alla Procura, citate da diversi quotidiani da Repubblica e il Mattino al Fatto quotidiano, la risposta è sì.

Il nome della De Girolamo più volte è stato associato a quello di Michele Rossi, direttore generale della Asl e fedelissimo del ministro dell’Agricoltura dimissionario, che nell’inchiesta è indagato per abuso e turbativa d’asta. E, secondo alcune fonti, manca poco perché la De Girolamo ed altri suoi fedelissimo vengano indagati.

L’iscrizione nel registro degli indagati della procura di Benevento dell’ex ministro “non viene né confermata ma neanche negata” dagli inquirenti che sul punto proseguono nella linea del massimo riserbo. In procura, intanto, vanno avanti gli interrogatori dei testimoni: è in corso quello di Giovanni De Masi, ex capo del provveditorato-economato della Asl di Benevento.

Intanto una nuova ordinanza cautelare è stata disposta nell’ambito dell’inchiesta sulla Asl di Benevento nei confronti di Giovanni Cirocco.

L’avvocato della De Girolamo, Angelo Leone, smentisce ogni indagine:

“Ribadisco per l’ennesima volta: allo stato non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione per il mio assistito Nunzia De Girolamo. Con lei stiamo valutando l’opportunità di presentare querele nei confronti di chi continua a volere a tutti i costi indagata la mia assistita”.

E anche l‘ex ministra ha smentito:

“Non ho ricevuto nessun avviso di garanzia, né un invito a comparire. Mi sono dimessa per ragioni morali e politiche, perché la parola, in generale ma credo soprattutto in politica, deve tornare ad essere credibile, e deve avere un significato. In questo caso purtroppo non è stato così, e ne ho semplicemente tratto le conseguenze”.

Conchita Sannino su Repubblica scrive:

Secondo indiscrezioni figurano tra gli indagati l’ex ministro Nunzia De Girolamo e i dirigenti suoi fedelissimi, tra cui l’attuale direttore generale della Asl, Michele Rossi. Almeno quattro filoni. Dodici, almeno, le persone inquisite”.

Le indagini iniziano nel settembre 2013 dalle registrazioni di Felice Pisapia consegnate agli inquirenti, scrive la Sannino:

“Tutto comincia quando un dirigente dell’Asl, inquisito per truffa e peculato, Felice Pisapia, nel settembre del 2013 consegna alla Procura i file audio di lunghe conversazioni in cui la De Girolamo, Rossi, lo stesso Pisapia e altri discutono di “ogni aspetto della gestione” della Sanità sul territorio, a cominciare dalla gara d’appalto da 12 milioni per il 118″.

I pm titolari dell’inchiesta cercano le prove di diversi reati:

“la presunta turbativa sugli appalti; le transazioni milionarie e le domiciliazioni fasulle autorizzate con milioni di denaro pubblico, a favore di avvocati amici; e soprattutto le gesta di quel “direttorio”, guidato dalla De Girolamo, che avrebbe ispirato a criteri di interesse personale o di ricerca di consenso elettorale, le scelte della Asl, come già paventava il gip Flavio Cusani nell’ordinanza del 27 dicembre”.

L’iscrizione di Rossi nel registro degli indagati porta al rischio concreto che la De Girolamo e i suoi fedelissimi vengano indagati per concorso, scrive poi Repubblica:

“Il suo nome porta direttamente all’ipotesi di concorso per l’ex ministro De Girolamo, e dei suoi fedelissimi. L’iscrizione nel registro degli indagati, per la De Girolamo, risalirebbe già a tempo addietro, ma coperta da segreto. Un dato che non contrasta con le affermazioni di Angelo Leone, legale dell’ex ministro: “Smentisco. Non ci sono state comunicazioni della Procura. Non abbiamo ricevuto né un avviso di garanzia, né un invito a comparire”. Si può essere infatti indagati e non avvertiti dalla Procura. Una fonte autorevole sottolinea: “Le dimissioni? Una scelta avvenuta anche in ragione dell’incedere dell’inchiesta”.

Un fenomeno insolito poi è accaduto:

“Alcuni studi professionali si sono presentati per restituire all’Asl ingenti somme, frutto di “errati calcoli” o di transazioni sbagliate. Dopodomani, infine, torna davanti ai pm l’indagato-accusatore Pisapia. Non è escluso che decida di vuotare il sacco”.

Cirocco è amministratore di fatto di due società – Gerim A e New Center – che avrebbero emesso fatture irregolari per importi superiori ai 400 mila euro. Nei confronti di Cirocco è stato eseguito un sequestro di beni immobili per circa 500 mila euro.La misura cautelare eseguita la mattina del 28 gennaio si aggiunge ai quattro arresti di imprenditori campani avvenuti il 27 dicembre.

Tra loro c’era Antonio Ionno, amministratore di diritto delle due società – Gerim A e New Center – che secondo gli inquirenti vedevano in Cirocco, destinatario dell’ordinanza di stamane, l’amministratore di fatto. Il filone investigativo sarebbe sempre lo stesso: l’emissione da parte della Asl beneventana di mandati di pagamento irregolari a vantaggio di alcune aziende.