Nuova Via della Seta. Gasparri: istituzioni in ginocchio davanti alla Cina

di Marilena D'Elia
Pubblicato il 26 marzo 2019 10:34 | Ultimo aggiornamento: 26 marzo 2019 11:11
Nuova Via della Seta. Gasparri: istituzioni in ginocchio davanti alla Cina

Nuova Via della Seta. Gasparri: istituzioni in ginocchio davanti alla Cina

Roma-  “Istituzioni in ginocchio davanti alla Cina. Chissà se alla fine dei canti e dei balli in omaggio dei cinesi nei palazzi istituzionali, qualcuno non sia pure passato col piattino a chiedere una elemosina. A questo sono state ridotte le istituzioni italiane nei confronti della Cina. Nessuna posizione chiara ed esplicitata fino in fondo sul tema dei diritti calpestati dai cinesi. Che reprimono il dissenso interno e praticano ancora la pena di morte”, ha commentato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri dopo che sabato 23 marzo Italia e Cina hanno firmato l’accordo per la Nuova Via della Seta.

I due Paesi hanno sottoscritto  tre Memorandum d’Intesa sulla Belt and Road Initiative, sul Commercio elettronico e sulle Startup.

Come si legge sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, gli accordi fanno parte delle 29 intese, istituzionali e commerciali nei settori del commercio, dell’energia, dell’industria, delle infrastrutture e del settore finanziario, che hanno lo scopo di promuovere un rafforzamento delle relazioni economico-commerciali tra i due Paesi, nel rispetto delle linee strategiche dell’Unione Europea e della collocazione euro-atlantica dell’Italia.

Prosegue il senatore forzista, che aveva invocato a gran voce un confronto in Parlamento sull’accordo con la Cina per la Nuova Via della Seta:

“Una svendita dei nostri diritti, dei nostri porti, delle nostre infrastrutture. Una resa a chi vuole colonizzare l’Europa partendo dalla debolezza, dalla pavidità, dalla resa dell’Italia. C’è chi sta vendendo il futuro dei nostri figli. E lo fa stando in ginocchio con la schiena piegata di fronte a XI Jinping. Le scene che abbiamo visto in queste ore sono raccapriccianti. Le istituzioni, dalla prima all’ultima, diventate un parco giochi di un dittatore. Si è parlato anche di una collaborazione con le istituzioni parlamentari. Qualcuno ha chiesto come vengono ‘eletti’ i rappresentanti del popolo cinese? Lì la democrazia viene messa al bando.”

Nel Memorandum, pubblicato sul sito del MISE, nessun riferimento al rispetto dei diritti umani. Il solo accenno lo si trova nel comunicato congiunto tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Popolare Cinese sul rafforzamento del partenariato strategico globale, pubblicato anch’esso sul sito ministeriale, nella sezione che recita: “Le Parti, nel pieno rispetto dei fini e dei principi della Carta delle Nazioni Unite, intendono rafforzare il ruolo delle Nazioni Unite nelle azioni di protezione della pace e della sicurezza, nel favorire lo sviluppo sostenibile e nella protezione dei diritti umani.”

Gasparri non manca di commentare anche il comportamento commerciale della Cina nei nostri confronti:

“La concorrenza sleale nei confronti della nostra economia reale è regola fissa. E c’è chi si accontenta della vendita di qualche chilo di frutta mentre la nostra bilancia commerciale ha un passivo di circa 20 miliardi. Si sfruttano i lavoratori, si inquina il pianeta, si negano i diritti in Cina e qui le istituzioni della Repubblica a fare il coro usando il mandolino e alimentando la peggiore oleografia sul nostro Paese. Che vergogna”.

Già prima della firma del memorandum tra Italia e Cina, in una comunicazione del 12 marzo 2019 ai governi dei paesi membri, la Commissione Europea aveva definito la Cina come “rivale sistemico” rimproverando gli Stati dell’Unione di non perseguire un approccio unitario nei confronti della Repubblica Popolare.

Il senatore Gasparri ci ricorda che:

 “L’Unione Europea sta assumendo, realizzando un vero e proprio scudo contro la concorrenza sleale cinese, impedendo appalti a favore di aziende cinesi in mancanza di regole di reciprocità. L’UE decide proprio in queste ore una stretta nei confronti della Cina e noi invece vendiamo il nostro territorio, le nostre infrastrutture, il futuro dei nostri figli, a chi vuole realizzare un progetto di egemonia.”

L’accordo con la Cina ha messo sotto la lente l’atteggiamento del Paese asiatico in materia di diritti umani e sulla libertà di informazione che anche in Italia abbiamo avuto modo di sperimentare proprio nel contesto degli incontri per la firma degli accordi tra i due Paesi.

Il portavoce dell’ambasciata cinese a Roma Yang Han infatti, venerdì 22 marzo, poco prima della conferenza stampa  del nostro presidente Mattarella e del presidente cinese Xi Jinping, avrebbe tentato di influenzare la giornalista Giulia Pompili de Il Foglio.

Ricordiamo anche che Il vincitore del premio Nobel per la pace e attivista politico Liu Xiaobo è morto in carcere nel 2017 all’età di 61 anni dopo che nel 2009  era stato condannato a 11 anni di carcere. Era tra i promotori della Charta 08, manifesto con cui i firmatari rivendicavano maggiori libertà democratiche in Cina.

Il 1° gennaio 2017, inoltre, come documenta il sito italiano di Amnesty International è entrata in vigore la legge sulla gestione delle non-profit organization (Ngo)straniere, le cui norme ostacolano le attività indipendenti delle Ngo registrate. 

Il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury, come si legge sul sito italiano di Amnesty International aveva così commentato lo sbarco di Xi Jinping a Roma:

Il governo italiano, come gli altri che lo hanno preceduto, mostra una scarsa attenzione sui diritti umani e conferma che gli affari con la Cina valgono molto di più delle gravissime violazioni compiute quotidianamente“.

E intanto Macron  ha invitato la Cancelliera tedesca a Parigi (e con lei sarà presente anche il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ) per incontrare tutti insieme il presidente cinese.