Olio extravergine: se imbrogli solo una multa?

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Dicembre 2015 14:38 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2015 19:30
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ROMA – Si dice “depenalizzazione della contraffazione dell’olio extravergine di oliva“, significa che presto potrebbe non essere più un reato contraffare l’olio, fare miscele con olii non italiani quando sull’etichetta si decanta la purezza del prodotto nostrano. E’ quello che contiene una proposta di legge che, se approvata, cancellerebbe la pena di due anni. Al suo posto una sanzione di massimo 9.500 euro. Spiega Monica Rubino su Repubblica:

Secondo lo schema di decreto legislativo che prevede disposizioni sanzionatorie per la violazione del regolamento UE n. 29/2012 (relativo alle norme di commercializzazione dell’olio di oliva e del regolamento CEE 2568/91), le aziende che riportano in etichetta “segni, figure o illustrazioni in sostituzione della designazione dell’origine o che possono evocare un’origine geografica diversa da quella indicata…” (vedi articolo 4 dello schema di decreto legislativo) se la possono cavare con una multa da 1.600 a 9.500 euro.

In altre parole vendere miscele di extra vergine di oliva ottenuto con olio spagnolo, tunisino, greco o siriano come se fosse 100% italiano non sarà più reato, ma solo una seplice infrazione. Come detto, la sanzione amministrativa sostituirà le possibili pene da 2 anni previsti per i reati di frode in commercio e per la contraffazione della designazione d’origine. Paradossalmente, la sanzione inserita nel nuovo decreto legislativo sarebbe inferiore rispetto alla pena accessoria da 20.000 euro prevista per il reato di contraffazione del made in Italy inserita nel codice penale. “Sulle tavole degli italiani sarà insomma molto più facile trovare olio taroccato – spiegano gli olivicoltori – anche perché l’importo della multa non rappresenta certo un deterrente sufficiente a scongiurare le frodi”.