Ornaghi, Riccardi, Barduzzi: da Todi (e dalla chiesa) a Palazzo Chigi

Pubblicato il 17 Novembre 2011 9:44 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2011 9:44

Lorenzo Ornaghi (Foto Lapresse)

ROMA – “Una bella squadra”, un “esecutivo di livello”: i commenti sul governo Monti fatti dal Segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone e dall’agenzia di stampa della Cei Sir non lasciano dubbi sull’imprinting cattolico del nuovo esecutivo. Tre i nomi che più di tutti spiegano il favore d’Oltretevere: sono quelli di Andrea Riccardi, Lorenzo Ornaghi e Renato Balduzzi.

Due di loto, Riccardi e Ornaghi, lo scorso 17 ottobre erano a Todi al Forum che bocciò il governo Berlusconi e chiese di accelerare i passi verso un governo tecnico. In quell’occasione prese la parola Ornaghi, non solo rettore dell’Università Cattolica – e quindi membro del comitato permanente dell’istituto Toniolo, al quale fa capo il policlinico Gemelli – ma anche vicepresidente del quotidiano cattolico Avvenire, e da ieri ministro della Cultura, oltre al neo-ministro dello Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera. “Abbiamo bisogno di una scomposizione e ricomposizione delle forze politiche” disse a Todi. Quasi un annuncio del futuro impegno politico.

A Todi c’era anche Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio e docente di Storia contemporanea, a cui Monti ha conferito l’incarico di ministro della Cooperazione e Integrazione.

Chi non era in Umbria, ma non è meno cattolico dei colleghi sopra citati, è il neo-ministro alla Salute Renato Balduzzi, costituzionalista, già presidente del Movimento dei laureati dell’Azione cattolica (Meic), vicino al presidente del Pd Rosy Bindi.

Oltre a questi nomi c’è quello di Federico Toniato, 36 anni di Camposampiero (Pd), negli ultimi giorni spesso fotografato insieme al presidente del Consiglio Mario Monti: Toniato è il capo della Segreteria del Senato che ha preso appunti durante le consultazioni. Fu proprio Toniato, nel 2008, ad organizzare l’incontro tra l’allora presidente di Palazzo Madama Renato Schifani e papa Benedetto XVI.