Orvieto, assessore Massimo Gnagnarini si dimette. Aveva scritto: “Contro rom nemmeno zio Adolf…”

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 novembre 2017 16:31 | Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2017 19:47
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Orvieto, assessore Massimo Gnagnarini: “Contro i rom nemmeno lo zio Adolf…” (Foto da Facebook)

ORVIETO (TERNI) – Come limitare l’elemosina dei rom in città? “Ci aveva provato anche zio Adolf a prendere qualche rimedio, politicamente scorrettissimo, ma non gli è riuscito neanche a lui”: sono le parole di Massimo Gnagnarini, assessore comunale al Bilancio di Orvieto (Terni), eletto nella giunta Pd con una lista civica. L’assessore, dopo le polemiche, ha deciso di dimettersi, per “sollevare l’Amministrazione da ogni conseguenza o imbarazzo che ne possono derivare”.

Gnagnarini ha scritto queste frasi sul proprio profilo Facebook in risposta ad un cittadino che gli domandava rimedi al fenomeno della presenza di donne di etnia rom vicino alla stazione ferroviaria.

Parole che hanno scatenato molte critiche e che hanno visto arrivare anche la presa di posizione del sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani, a capo della giunta di centro-sinistra.

“Si tratta di un grandissimo scivolone che non condivido assolutamente. Tuttavia, conoscendo personalmente l’assessore – ha osservato il sindaco – sono certo che non appartenga al suo bagaglio culturale, morale e politico” ha detto il sindaco Germani.

Le dimissioni dell’assessore Gnagnarini.

“A seguito dell’enorme e grottesco riflesso mediatico sviluppatosi intorno a una mia frase su Fb, riferita alla storia della persecuzione nazista verso il popolo Rom da me evocata in una infelice quanto inopportuna forma di spirito nel rispondere ad alcune domande poste da un nostro concittadino – ha sostenuto l’ormai ex assessore in una lettera al sindaco – desidero sollevare l’Amministrazione da ogni conseguenza o imbarazzo che ne possono derivare. Pertanto ti rimetto le Deleghe di Giunta a me assegnate per favorire ogni chiarimento e valutazione. Circa i miei sentimenti autentici verso gli orrori del nazismo sono la mia storia personale e politica a far fede”.

In mattinata, in una nota, sono stati i segretari del circolo del Pd di Orvieto Lorenzo Cortoni, Samuele Tognarini e Karol Sganzerla, a chiedere al sindaco (anche lui del Partito democratico) di “esprimere pubblicamente un parere chiaro in merito a questa terribile vicenda che offende prima di tutto la storia e la cultura liberale, democratica e antifascista della nostra città e del nostro Comune”.

“Soprattutto – hanno aggiunto i tre segretari stigmatizzando il comportamento dell’assessore – offende in modo ignobile la memoria delle tante persone che con il sangue e la vita hanno combattuto il nazismo e liberato Orvieto dall’occupazione tedesca”.

 

 

oggi pomeriggio, l’assessore al Bilancio del Comune di Orvieto Massimo Gnagnarini (eletto con una lista civica) ha rimesso le sue deleghe, ma la vicenda in poche ore ha provocato numerose reazioni polemiche. Gnagnarini su Fb aveva scritto: “C’aveva provato anche zio Adolf a prendere qualche rimedio, politicamente scorrettissimo, ma non gli è riuscito neanche a lui”. “Si tratta di un grandissimo scivolone che non condivido assolutamente” – ha detto oggi all’ANSA il sindaco della città, Giuseppe Germani (Pd) che guida una giunta di centro-sinistra -. “Tra le prime reazioni politiche alla vicenda, quella della senatrice Francesca Puglisi, presidente della Commissione parlamentare contro il Femminicidio, che aveva invocato “un passo indietro per questo politico”. “Sono frasi inaccettabili che testimoniano come la banalità del male si nasconda dietro la banalità dell’idiozia”, ha affermato Paolo Ferrero, vice presidente del Partito della Sinistra Europea e dirigente di Rifondazione Comunista. “Chi evoca ‘zio Adolf’ e l’olocausto non può rappresentare le istituzioni”, ha commentato Stefano Pedica del Pd. “Parole molto gravi, che offendono la tradizione democratica della nostra terra e i valori del centrosinistra”, è stato infine il commento del segretario del Pd Umbria, Giacomo Leonelli.