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Ostra Vetere (Ancona): il sindaco vuole dedicare vie a Almirante, Tambroni e Craxi. L’Anpi insorge

Massimo Bello, sindaco Pdl di Ostra Vetere, piccolo comune della provincia di Ancona, vuole dedicare tre vie a Giorgio Almirante, Ferdinando Tambroni e Bettino Craxi. Ma l’Anpi, l’Associazione nazionale dei partigiani, non ci sta. E il presidente della sezione marchigiana Nazarano Re scrive una lettera aperta al primo cittadino.

Ecco il testo: ”E’ vero che, come lei dice, Almirante, Tambroni e Craxi hanno ‘dato il loro contributo a una pagina della storia’, peccato si tratti di una, o più, pessime pagine”. Giorgio Almirante fu ”giovane giornalista della rivista La Difesa della Razza, quella che gettò le basi culturali per le leggi razziali del 1938. Poi, diventato capo di gabinetto del ministro Mezzasoma nel governo della repubblica di Salò, firmò il bando che nel maggio 1944 decretava la fucilazione immediata per tutti gli uomini abili alle armi che non si fossero arruolati nelle bande della Repubblica”. L’ultima immagine del fondatore del Msi ”è quella che lo ritrae sulla scalinata della Sapienza a Valle Giulia nel 1969, mentre, armato di un bastone, coordina l’assalto dei neofascisti agli studenti che avevano occupato l’università di Roma”.

Il marchigiano Ferdinando Tambroni ”era presidente del Consiglio nel giugno 1960, quando il Msi decise di tenere il proprio congresso a Genova, città medaglia d’oro della Resistenza. Gli antifascisti manifestarono contro il congresso e Tambroni mandò la celere a sparare sulla folla. Undici morti e centinaia di feriti (e il governo Tambroni cadde)”.

Quanto a Craxi, per il presidente dell’Anpi è stato senz’altro ”un importante uomo politico, non foss’altro perche’ ha accumulato il più imponente debito pubblico dell’Occidente, e perché ha elevato a sistema quella rete di corruzione che allora si chiamò Tangentopoli (e gli costò la latitanza) e che oggi riemerge con altri appellativi”.

”Non sarà certo la nuova toponomastica di Ostra Vetere a riscrivere la storia”, conclude Re. ”Nascondere o mistificare la storia non è mai un buon affare: a testimoniare la verità sono coloro che, vivi o morti, hanno avuto la sventura di capitare sotto il tiro dei suoi ‘illustri personaggi”’.

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