Ovazione per Santoro a Bologna: grande successo di “Raiperunanotte”

Pubblicato il 26 Marzo 2010 9:03 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2010 9:03

Doveva essere una serata liberatoria e lo è stata: Michele Santoro fa partire “Raiperunanotte” sulle immagini di Benito Mussolini e le accosta a quelle di Silvio Berlusconi. E rivolge un sos al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Non siamo al fascismo ma certe assonanze preoccupano». Questo l’inizio: in un clima da stadio, tra ovazioni per Santoro, Travaglio, Floris, Lerner, Iacona, Ruotolo, il filo conduttore è quello della libertà con una vera e propria standing ovation per Daniele Luttazzi e Roberto Benigni. E qualche fischio per Morgan.

La libertà ribadita e invocata a partire dalle vicende di “Annozero” raccontate attraverso le intercettazioni entrate nell’inchiesta dei magistrati di Trani. Con le voci di attori, ecco i colloqui di Silvio Berlusconi, Giancarlo Innocenzi, commissario dell’Agcom, del direttore generale della Rai Mauro Masi: intercettazioni nelle quali prende vita il disegno di chiudere il programma di Raidue. E la reazione del conduttore è forte: vede i segnali di un regime che diventa sempre più invasivo e potente: a sostenerlo sono arrivati in tanti per riempire il Paladozza, poi i colleghi Floris, Lerner, Iacona.

Posizioni diverse tra Santoro e Floris sull’idea portata da Mario Monicelli che invoca e auspica istanze rivoluzionarie. «Bisogna fermarsi un attimo prima», dice Floris. E Santoro di rimando: «Quello che Monicelli vuole dire è che i tempi sono maturi per un cambiamento radicale». La serata sale di tono con un mix di musica, ironia e considerazioni: prima Antonio Cornacchione, poi il duetto Venditti-Morgan. Per il cantante escluso da Sanremo pure qualche fischio. Contributi filmati, il tema del lavoro in primo piano con le dipendenti della Omsa. E su tutto ci sono Berlusconi, l’Agcom che – secondo l’accusa di Santoro, Travaglio e degli altri – è un “arbitro lottizzato”.

Ce n’è soprattutto per Masi a causa delle intercettazioni. “Aspetto fiducioso”, replica Santoro. Sotto schiaffo anche il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e i telegiornali Rai con il Trio Medusa che si diverte a costruire un collage con una serie di notizie della testata decisamente leggere e di colore. Fischi per Sandro Bondi quando Santoro dà lettura della dichiarazione con la quale boccia la serata del Paladozza definendola penosa. Ma la notte bolognese vive il suo momento più alto quando Santoro evoca l’editto bulgaro ricordando Enzo Biagi e introducendo Daniele Luttazzi, epurato da ben otto anni.

Il comico romagnolo si lascia andare per lanciare il suo contro-editto: «A fare un uso criminoso della Rai sono Berlusconi e Masi». Per lui affettuoso abbraccio del Paladozza che lo applaude a lungo. Poi è il turno di Roberto Benigni intervistato da Ruotolo: «Stavo partendo per lo Zimbabwe…». Si produce in un piccolo show per strada esaltando l’Italia come il Paese delle libertà dove si può fare tutto quello che è proibito negli altri Paesi.

Irrompe Crozza con la parodia di Renato Brunetta. E ci si avvia verso la fine con un occhio alla Rete presa d’assalto e che fa di “Raiperunanotte” il più grande evento nella storia del web: oltre centomila i contatti. Il finale è incandescente con le vignette di Vauro e la promessa solenne di Santoro, della sua squadra e del pubblico del Paladozza: «Noi la faremo sempre fuori dal vaso». A distanza replica il premier sul finire del programma: «Preferisco non parlare di questo perché dovrei essere molto severo nei confronti di ciò che è stato fatto in queste trasmissioni», dice Silvio Berlusconi, al termine del Consiglio Europeo, ai cronisti che gli chiedono un commento su “Raiperunanotte”.