facebook

P3, Bankitalia: nella banca di Verdini niente controlli e poca prudenza

verdini

Denis Verdini

Mancanza di contraddittorio e scarsi controlli nel e sul governo della banca e un utilizzo del denaro, in riferimento soprattutto a finanziamenti o mutui, non sempre improntato a un canone di prudenza. Sono questi, in base a quanto si apprende, alcuni dei rilievi che sarebbero contenuti nella relazione di Bankitalia sul Credito cooperativo fiorentino (Ccf), ora commissariato, di cui era presidente Denis Verdini. Gli ispettori, comunque, non avrebbero rilevato rischi per la banca da un punto di vista patrimoniale.

La mancanza del contraddittorio sarebbe riferita alle dinamiche interne al cda e quella di controlli al collegio dei sindaci revisori, composto da persone ritenute non ‘terze’. Riguardo l’impiego del denaro, i riferimenti sarebbero sia ai rapporti con la Btp (alla quale sarebbero stati concessi prestiti dietro garanzie fittizie) sia all’entita’ delle erogazioni che sarebbe stata destinata a una limitata cerchia di soggetti, talvolta non ben individuati (non sarebbero stati delineati i rapporti fra gruppi e societa’ che ne facevano parte). Gli ispettori avrebbero mosso anche rilievi sui processi organizzativi della banca, ritenendoli lacunosi.

Riguardo il presunto conflitto di interessi di Verdini, gli ispettori avrebbero citato anche alcune operazioni fra la banca e la Ste, la societa’ del Giornale della Toscana, creatura editoriale di Verdini. La possibile violazione di normativa antiriciclaggio invece, riguarderebbe anche la mancata segnalazione di movimenti di denaro fra diverse societa’ del gruppo Btp, di cui era presidente Riccardo Fusi, indagato con Verdini per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sulla scuola marescialli.

To Top