P3: le operazioni anomale del Credito Fiorentino rilevate da Bankitalia

Pubblicato il 14 agosto 2010 14:30 | Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2010 15:08
Denis Verdini

Denis Verdini

Sono diverse le anomalie e le irregolarità rilevate dagli ispettori di Bankitalia nella gestione delle relazioni creditizie da parte del Credito Cooperativo Fiorentino, la banca per 20 anni presieduta da Denis Verdini, finita nell’inchiesta P3 e commissariata il mese scorso con decreto del ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

Nella delibera inviata al ministro e alla segreteria del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) – del cui contenuto l’ANSA è a conoscenza – sono stati giudicati ”inadeguati” l’esame preventivo e la successiva gestione dei finanziamenti (uno dei quali ad una società facente capo a Verdini) accordati per preliminari di acquisto di immobili o di partecipazioni, la cui compravendita non è stata poi perfezionata.

Inoltre – hanno rilevato gli ispettori – sono stati accordati fidi, per quasi sei milioni di euro, non assistiti da garanzia, a soggetti legati da rapporti di lavoro o di affari con la Bpt (riconducibile al gruppo Fusi-Bartolomei) per finanziare un’operazione sospetta di acquisto di appartamenti da una società controllata dalla stessa Bpt.

Infine – sempre secondo i rilievi degli 007 dell’Istituto di Vigilanza – sono stati concessi finanziamenti ad alcune cooperative edilizie, di fatto utilizzati, attraverso articolati trasferimenti finanziari, per favorire il rientro di una società affidata dall’istituto fiorentino e in stato di difficoltà.

Più in generale, Bankitalia ha valutato inadeguate le istruttorie per la concessione del credito, trascurato il tema della concentrazione degli impieghi, inefficace la gestione delle posizioni anomale e non tempestive le azioni di recupero. Particolarmente carente, infine, è risultata – secondo gli ispettori della Vigilanza – la funzione di ”internal auditing” (finalizzata al miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dell’organizzazione), che ha mancato, in particolare, ”di svolgere approfondimenti sul comparto creditizio”.