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P3, il “sistema Carboni”: appalti, sponsor, favori a politici e potenti

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Flavio Carboni

Flavio Carboni si serviva di un metodo ineccepibile per avere un tornaconto soprattutto in termini di affari. I carabinieri che stanno indagando sulla P3 e sullo “scandalo eolico” in Sardegna hanno individuato ”le tre direttrici” sulle quali operava il faccendiere sardo: la ricerca di appalti, soprattutto sull’eolico, la sponsorizzazione di amici in posti chiave e utili e favori a uomini politici e potenti che avrebbero poi ricambiato.

Ecco cosa hanno scritto i carabinieri del nucleo investigativo di Roma: ”L’analisi delle acquisizioni investigative ha consentito di delineare meglio la natura delle operazioni nelle quali il Carboni è coinvolto nonché le modalità d’azione da egli impiegate per raggiungere i risultati che gli interessano”.

Gli uomini dell’Arma hanno delineato una sorta di modus operandi dell’imprenditore che si attua ”lungo tre direttrici” e in particolar modo la fetta ”eolico” : ”L’acquisizione e la creazione di società finalizzate alla gestione degli impianti. Società nelle quali Carboni non potrà apparire, come non potranno apparire, per questioni di incompatibilità, altri suoi referenti politici”.

L’azione dell’imprenditore sardo punta, inoltre, a mettere in atto ”le iniziative volte a sponsorizzare la nomina di soggetti affidabili e disponibili in incarichi di responsabilità in enti pubblici che dovranno svolgere funzioni di controllo e di indirizzo proprio nei settori (ad esempio la tutela dell’ambiente) che verranno interessati dall’ operazione imprenditoriale”.

Infine interventi ”posti in essere nei confronti di esponenti della politica locale e nazionale ed altri pubblici ufficiali al fine di ottenere provvedimenti amministrativi e normativi vantaggiosi e strumentali alla realizzazione dell’ operazione”.

Per quanto riguarda la creazione di società nelle quali Carboni ”non potrà apparire”, i carabinieri hanno riportato una conversazione del 19 luglio del 2009 tra l’imprenditore e il commercialista Fabio Porcellini, suo stretto collaboratore. Al momento della conversazione quest’ultimo è in compagnia di ”tale Sandro”, suo suocero.

Ad un certo punto della conversazione Carboni introduce il discorso delle società in via di acquisizione o di costituzione per la gestione dell’operazione per gli impianti eolici. Spesso si fa ”esplicito riferimento” a società ”vuote” da utilizzare per le operazioni.

Sandro: “Ecco allora bisogna creare una società .. bisogna creare una società vuota … ”

Carboni: “Che l’abbiamo già … ”

Sandro: “Che l’abbiamo già in cui dentro confluiscono … confluiscono i soci che vogliamo no… “.

In un’altra telefonata, datata 15 giugno del 2009, Carboni chiama l’imprenditore Matteo Cosmi con il quale si lamenta del fatto che nella documentazione che lo stesso Cosmi gli ha inviato relativamente ad una società verosimilmente coinvolta nell’ operazione imprenditoriale è inserito anche Cristiano Ragni , ”soggetto – scrivono i carabinieri – che il Carboni stesso sta sponsorizzando per una rilevante nomina politica: “C’è Cristiano e ti abbiamo detto che Cristiano non era il momento di presentarlo no? Anche perché dobbiamo chiedere un incarico politico. Quindi meglio non far vedere il suo nome ..”.

L’imprenditore è preoccupato perché questi documenti lui li ha dati ad un terzo soggetto ”che si identifica nel parlamentare Denis Verdini”. “Sono anche preoccupato perché ormai l’ho lasciata lì quella cosa che tu m’hai mandato no …!”.

Nel corso della discussione Cosmi spiega a Carboni che le carte lasciate a Verdini si riferiscono ad una società che non fa capo a Ragni ma ”a tale Alberani, mentre Ragni è si socio ma in un’altra società”. Carboni, quindi, si tranquillizza e annuncia che chiamerà Verdini per informarlo della cosa.

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