Palazzo Chigi, dipendenti fanno causa per gli straordinari sospesi durante il lockdown

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Luglio 2020 9:28 | Ultimo aggiornamento: 1 Luglio 2020 9:28

I dipendenti di Palazzo Chigi fanno ricorso contro un dipendente del governo per colpa degli straordinari. I dipendenti della sede della Presidenza del Consiglio volevano maturare ore di straordinario durante l’emergenza Covid. Ma il governo glielo avrebbe impedito attraverso lo smart working.

Se fosse tutto vero, la vicenda raccontata dal Corriere della Sera sarebbe grottesca. E potrebbe far gridare contro la “casta” di funzionari e dirigenti della pubblica amministrazione (Palazzo Chigi nello specifico).

Palazzo Chigi: chi poteva fare gli straordinari e chi no

Tutto nasce durante la quarantena (o lockdown che dir si voglia): scrive Monica Guerzoni sul Corriere che Palazzo Chigi avrebbe sospeso gli straordinari.

Perché avrebbe dovuto farlo? Per evitare che chi era autorizzato ad andare sul posto di lavoro una volta a settimana potesse maturare gli straordinari. A differenza di chi lavorava in completo smart working.

Ma i sindacati non ci stanno e hanno fatto ricorso, sostenendo che in questo modo sia stato violato il contratto collettivo. E sul ricorso dovrà pronunciarsi, il 7 luglio, il Tribunale del Lavoro.

Palazzo Chigi, da parte sua, ha già fatto sapere di ritenere “infondato” il ricorso. Fonti del governo ritengono anche che l’azione giudiziaria non avrà alcuna conseguenza.

Il ricorso contro De Francisco

Racconta Guerzoni sul Corriere: Nel ricorso firmato dall’avvocata Dorangela Di Stefano i sindacati se la prendono con il capo dipartimento degli Affari giuridici e legislativi Ermanno Di Francisco e chiedono al giudice di annullare i suoi ordini di servizio sullo smart working. Il giudice del Consiglio di Stato che dirige il Dagl ha ridotto la presenza fisica del personale per contenere il contagio da coronavirus e ha disposto che, durante la pandemia, «non è autorizzata la presenza in ufficio per una durata eccedente quella contrattualmente prevista». Vale a dire, 7 ore e 36 minuti per il personale dei ruoli Presidenza del Consiglio e 7 ore e 12 minuti per il personale distaccato, proveniente da altre amministrazioni. (Fonte Corriere della Sera)