Palazzo Chigi smentisce: “Mai approvato il taglio ai buoni pasto”

Pubblicato il 15 ottobre 2011 10:36 | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2011 13:46

ROMA, 15 OTT – ”La norma relativa ad una presunta riduzione dei buoni pasto per i dipendenti pubblici non figura nella versione definitiva della legge di Stabilità approvata ieri dal Consiglio dei Ministri. Ogni polemica sull’argomento, pertanto, è fuori luogo e strumentale”: e’ quanto fa sapere una nota dell’ufficio stampa di palazzo Chigi.

La smentita di Palazzo Chigi arriva dopo un articolo in prima pagina sul Corriere della Sera, che spiega come il consiglio dei ministri abbia approvato nella legge di stabilità di ieri l’abolizione dei buoni pasto per i dipendenti che lavorano meno di 8 ore. Non sarebbero dunque a rischio i buoni pasto, introdotti dalla legge Dini del 1973. Alla notizia del Corriere erano insorti i sindacati, tra cui la Cisl.

”Bene ha fatto il governo ad ascoltarci e ritirare la norma sui buoni pasto”. Lo afferma in una nota Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl Fp, rispetto alla misura che avrebbe tolto ai lavoratori del pubblico impiego i ticket per le giornate con orario inferiore alle 8 ore. Secondo Faverin, infatti, ”si tratta di patti contrattuali che vanno rispettati”.

Piu’ in generale, prosegue Faverin, ”se il governo vuole aprire un tavolo ente per ente, ministero per ministero, per individuare gli sprechi e migliorare la produttivita’, la Cisl e’ pronta. Cosi’ com’e’ pronta a rappresentare il contributo del lavoro pubblico per far funzionare meglio i servizi pubblici, con meno tasse e meno costi per i cittadini. Da tempo diciamo che la riorganizzazione dei servizi e degli enti pubblici e’ una prospettiva necessaria. Ma non si può certo fare sulla pelle dei lavoratori e del loro senso di responsabilita”’.

Previsto per tutti coloro che lavorano 36 ore a settimana, ovvero almeno 7 ore e 12 minuti al giorno, i buoni pasto sono circa 22 al mese. Se un buono pasto vale 7 euro per i dipendenti di enti pubblici, e 4,65 euro per i dipendenti degli enti locali, un facile calcolo di quale sarà il taglio per persona è fattibile. Un dipendente pubblico vedrà un benefit di 154 euro al mese, mentre i dipendenti di enti locali perderanno 95,7 euro. Tagli che inciderebbero non poco sulle famiglie in tempi di crisi, soprattutto considerando l’aumento delle tasse previsto dalla finanziaria.